Exploit dell’ateneo di Sassari: Trieste perde il podio tra le università “medie”

IL REPORT
Trieste perde una posizione nella particolare classifica annuale redatta dal Censis sullo stato di salute degli atenei italiani. Nella fattispecie, l’università giuliana - facente parte degli atenei di medie dimensioni, quelli cioè che hanno una forchetta di iscritti che vanno dai 10 ai 20 mila studenti - scende al quarto posto mentre nella classifica di un anno fa si attestava sull’ultimo gradino del podio, subito dietro a Trento e Siena. Contemporaneamente, però, Trieste stacca Udine, sesta in questa particolare classifica con 90,8 punti: l’anno scorso entrambe le università regionali erano appaiate a quota 91,2. L’ateneo giuliano, perciò, nonostante il punteggio di 93,3, scende di una posizione, pur guadagnando più di due punti rispetto al 2019. Ciò si deve all’improvviso exploit dell’Università di Sassari, che con 96 punti scala due posizioni e si colloca così al secondo posto, precedendo anche l’Università di Siena.
L’analisi si basa sulla valutazione delle università del Belpaese relativamente a strutture disponibili, prestazioni erogate, borse di studio, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità. Entrando nel dettaglio delle singole voci, Trieste scende dal quarto al quinto posto fra gli atenei in quanto a servizi (dietro a Siena, Lecce, Macerata e Udine), mentre sale dal sesto al terzo (106 punti su una scala di 110 come l’ateneo delle Marche, fanno meglio solo Trento e Sassari) per quanto riguarda comunicazione e digitale.
Nell’ambito delle strutture e dell’internazionalizzazione, invece, scivola in entrambi i casi in settima posizione, dalla quinta dell’anno scorso. Molto confortante è il parametro riguardante l’occupabilità a un anno dalla laurea, che vede Trieste salire dall’11.ma posizione dell’anno scorso all’attuale ottava, con Udine in questa particolare graduatoria che rimane sopra di tre posizioni.
Nella didattica per le triennali, ecco il secondo posto assoluto nel settore linguistico, con Trieste superata soltanto da Bologna, il terzo nel politico-sociale-comunicativo, il sesto nel gruppo economico, l’ottavo nell’indirizzo psicologico e in quello medico socio-sanitario. Trieste, ancora, si merita il nono posto nelle discipline medico-sanitarie, in quelle letterario-umanistiche e scientifiche e infine il decimo nell’ingegneristico.
«Fatto salvo il concetto che ogni classifica va analizzata in profondità perché si possono desumere spunti interessanti per potersi migliorare – queste le parole del rettore Roberto Di Lenarda – dobbiamo vedere la situazione complessiva. E questa ci dice che l’Università di Trieste è ancora nel novero dei migliori atenei italiani e si conferma quindi un’università di qualità».
Il timore, per tutto il sistema universitario e non solo per quello giuliano, si sposta ora all’immediato futuro con il paventato crollo delle immatricolazioni proprio a causa dell’impatto della pandemia sui redditi delle famiglie. Il Censis teme infatti un calo generalizzato delle iscrizioni sulla falsariga di quanto accaduto immediatamente dopo lo scoppio della crisi economia del 2008.—
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