Fa una manovra azzardata e poi lo picchia con il casco

Diverbio in via Ghega tra due scooteristi. La vittima: «Mi ha insultato e sputato Devo operarmi per ricostruire il tendine del braccio». Denuncia contro ignoti
Di Enrico Ferri
Foto Bruni 24.04.13 Negozi di Via Ghega e via Cellino-zona Stazione
Foto Bruni 24.04.13 Negozi di Via Ghega e via Cellino-zona Stazione

Un diverbio stradale, che poi si è trasformato in aggressione tra due scooteristi, è accaduto sabato scorso intorno alle 11, in via Roma, anche se la notizia è emersa appena ieri. Picchiato con colpi di casco (usato come corpo contundente), sputi e insulti, un 57enne triestino è finito all’ospedale con una prognosi di 30 giorni e un tendine che dovrà essere ricostruito con un’operazione. Dopo un intero pomeriggio e la sera di sabato trascorsi al Pronto soccorso con dolori lancinanti, è tornato a casa e il giorno dopo, domenica, la vittima dell’aggressione ha deciso di presentarsi in questura per sporgere regolare denuncia verso ignoti. Ignoti, perché nel parapiglia e per lo shock causato dalle botte subite, il malcapitato non è riuscito nemmeno a prendere il numero di targa dello scooter dell’aggressore, pensando a ragione di allontanarsi quanto prima dall’uomo che lo stava colpendo con tanta veemenza.

La “contesa” è nata in via Ghega, dalla quale in alcuni casi (e a torto) chi vuole svoltare in via Roma dalla corsia centrale tende a stringere chi è nella corsia di destra. Così, il 57enne a bordo del suo scooter, vedendosi tagliata la strada e forse impaurendosi per la manovra azzardata, ha inveito contro un altro scooterista autore del fatto. «Per me era finita là, ma l’altro ha cominciato a sbraitarmi contro, insultandomi e sputandomi addosso», dice M. F. con la voce ancora rotta dallo sconforto. Dopo quel primo scambio di insulti, i due hanno proseguito la marcia in via Roma continuando a inveirsi contro a vicenda, fino a quando - arrivati poco più avanti della Posta centrale - l’altro scooterista ha affiancato M. F., stringendolo verso il marciapiede e bloccando la sua marcia in modo da non farlo proseguire.

«Da quel momento in poi è stato un attimo e mi ha assalito - spiega M. F. -. Si è tolto il casco e ha cominciato a sputarmi addosso e colpirmi ripetutamente in testa (e per fortuna non avevo tolto il mio casco) e sulle braccia. Ho cercato di parare e scansare qualche colpo ma non c’è stato niente da fare, qualcuno l’ho preso, tanto che ho deciso di allontanarmi prima possibile, senza rispondere a quella violenza con altra violenza».

Il racconto di M. F. continua con dovizia di particolari, come se stesse rivivendo quei brutti attimi. «Per fortuna non mi ha inseguito e mi sono dileguato prima possibile, ma quando sono arrivato a casa il mio braccio sinistro mi faceva male terribilmente ed era quasi bloccato dal dolore». Scoprendo il braccio, l’uomo ha trovato un esteso ematoma: per questo e per i dolori lancinanti ha deciso di andare al Pronto soccorso di Cattinara dove i sanitari hanno riscontrato un distaccamento del tendine del bicipite sinistro, dandogli una prognosi di 30 giorni. «Quando si è tolto il casco, l’ho visto bene in faccia e lo riconoscerei senza esitazioni. Per questo sono andato il giorno dopo in questura per sporgere denuncia. È contro ignoti, ma di sicuro ci sarà qualcuno che ha assistito alla scena. Assurdo che succedano cose del genere per un diverbio in strada. Ora dovrò operarmi per far rimettere a posto il tendine».

Quello che è nato dunque come un banale diverbio tra utenti della strada si è trasformato in un parapiglia con scambio di insulti, ed è sfociato in un’aggressione a colpi di casco e sputi. La zona centralissima della città e l’orario di punta hanno visto la presenza di numerosi passanti che hanno assistito alla scena e almeno un testimone ha confermato quanto accaduto. Persona che fornirà la sua versione a supporto della denuncia presentata in questura dal 57enne triestino.

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