Farra, Capriva, S. Lorenzo celebrato il matrimonio

CAPRIVA. Non solo l’unione dei servizi e degli uffici ma anche l’unione delle comunità: un risultato ben più ambizioso e difficile da raggiungere.
È questo l’auspicio forte formulato giovedì sera durante la prima assemblea dell’Unione dei Comuni “Friuli-Isontina” che coinvolge Capriva del Friuli, Farra d’Isonzo e San Lorenzo Isontino. Durante la riunione è stato approvato all’unanimità il Regolamento che, di fatto, mette le gambe al nuovo organismo che può finalmente muoversi e operare autonomamente. Suggestivo il colpo d’occhio con i 36 consiglieri comunali delle tre municipalità (12 per paesi) ad ascoltare i tre sindaci. La seduta si è svolta a Capriva del Friuli ma il discorso portante è stato affidato ad Alessandro Fabbro, sindaco di Farra e presidente dell’assemblea. «Con questa Unione - le sue parole - abbiamo deciso di alzarci in piedi, di giocare da protagonisti quelle partite strategiche che ci riguardano da vicino, di liberarci definitivamente da ogni complesso legato alle nostre dimensioni demografiche e territoriali. Rinunciando, io credo saggiamente, a qualche spazio di sovranità che le ristrettezze economiche rendono del resto sempre più sterile e fine a se stessa, diamo alle nostre comunità una voce più forte ed autorevole che dovrà essere ascoltata e che peserà nelle decisioni al pari di Gradisca o di Cormons».
Ha aggiunto Fabbro: «Governare bene significa avere una visione sul futuro e anticipare gli altri in quelle decisioni che la storia di domani classificherà come ineluttabili. Ecco noi qui abbiamo fatto semplicemente questo. Oggi non si conclude la vicenda, oggi inizia un percorso che non sarà privo di asperità: si tratterà non solo di mettere assieme servizi e uffici, si tratterà di mettere assieme culture e mentalità. Dobbiamo, cominciando da stasera, abituarci percepire questa unione come un’entità che tiene assieme le peculiarità superando le divisioni senza perdere le ricchezze della diversità. Dobbiamo cominciare a fare nostri i problemi degli altri tentando di risolverli assieme».
Fabbro ha fornito anche due esempi concreti e di stretta attualità. «Se viene minacciata la sopravvivenza della stazione di Capriva, non è un problema soltanto di Capriva ma lo è anche di Farra e San lorenzo. Se il rio Cristinizza esonda è un problema comune, allo stesso modo. So bene che non sarà ne semplice ne immediato, sarà un esercizio quotidiano difficile ed impegnativo pensare anche ai problemi degli altri ma sarà un impegno esaltante quello di abituarci. A poco a poco, a pensarci più grandi, più importanti e più forti di prima».
L’intesa durerà per i successivi sei anni: dopododiché l’Unione potrà essere rinnovata, ampliata, trasformarsi in una fusione o rescissa. «Non ci sono vincoli. Vedremo come si metteranno le cose nei prossimi anni e decideremo di conseguenza», ha spiegato il sindaco di Farra d’Isonzo nei mesi scorsi.
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