La Bisiacaria piange Federica Maschietto, morta a 51 anni per un malore

Originaria del Villaggio del Pescatore, lavorava al Bowling di Duino e d’estate al chiosco di Castelreggio. Lascia il marito Paride e il figlio Ian

Tiziana Carpinelli
Federica Maschietto, in una foto gentilmente concessa dai familiari, qui a Patmos
Federica Maschietto, in una foto gentilmente concessa dai familiari, qui a Patmos

Era una donna energica, dinamica, ricca di vita. E ora che non c’è più, una luce si è spenta definitivamente nei cuori di chi l’ha conosciuta. La piange Sagrado, dove viveva col marito Paride, e soprattutto la Bisiacaria, perché qui Federica Maschietto – originaria del Villaggio del Pescatore – la conoscevano tutti fin da ragazza, quando a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 con l’inseparabile amica Giada faceva le “vasche” a Monfalcone (all’epoca ombelico del mandamento), andava a ballare all’Hippodrome come ogni mula della Generazione X e si scatenava al Carnevale in piazza della Repubblica, tra le maschere e i carri. Una tradizione che, con brio, manteneva ancora.

È spirata troppo presto, Federica Maschietto, a 51 anni, colpita da malore. E oltre all’amato consorte, lascia il figlio Ian, la mamma, fratello e sorella, tre nipoti. Venerdì, debilitata da un virus, già asmatica, Federica ha accusato un violento broncospasmo, cui è subentrata una crisi cardiaca. Come tutte le disgrazie il fatto è successo di notte, alle 2, al rientro dal suo lavoro al Bowling di Duino.

A casa Paride, col supporto del 118, in attesa dell’ambulanza poi giunta nei tempi, ha cercato disperatamente di tenerla in vita, praticando massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca. In condizioni gravissime, gli operatori sanitari l’hanno stabilizzata e trasferita a Cattinara, dove purtroppo lunedì è stata dichiarata la morte cerebrale, a fronte di un quadro clinico irreversibile. In considerazione dell’età, l’autorità ha disposto l’autopsia per un ulteriore approfondimento.

Ma anche nel momento più buio, le volontà di Federica Maschietto hanno consegnato un gesto luminoso: il dono della vita ad altri. In precedenza, al rinnovo della carta d’identità, aveva infatti espresso l’intenzione – in caso di decesso – di concedere i propri organi all’espianto, per consentire ad altri di continuare a esistere. E lunedì questo suo generoso desiderio è stato assecondato, per aiutare tre persone.

Affranta l’amica del cuore Giada Zampar: «Era una parte di me, un porto sicuro e il punto di riferimento per ogni cosa. Condividevamo mille passioni, dagli animali al Carnevale. Un persona molto altruista, Federica: se trovava un micetto abbandonato lo tirava su e se lo portava a casa. Aveva anche dei bei simpatici dobermann. Il primo gatto, e io pure sono una gattara, me lo regalò lei. Era una delle mie migliori amiche e ci conoscevamo da quando avevamo 16 anni. Non posso dire come mi sento. Sotto un treno, credo». Era anche, Federica, «un’abile estetista, aveva fatto quella scuola». Sapeva rendere bello qualsiasi volto, con un maquillage perfetto, senza sbavature.

La scorsa estate, inoltre, aveva lavorato al chiosco di Castelreggio: tutti la ricordano per il sorriso affabile, la cortesia e l’infaticabilità. «Fin da ragazze ci piaceva Madonna e la sua musica, andammo perfino al Confession tour di Amsterdam. Un ricordo prezioso, che conservo dentro di me».

Le piaceva la musica, l’arte, la bellezza. Da ragazza aveva lavorato al Fiocco d’oro, locale allora in auge, meta del divertimento bisiaco, come molti quarantenni, all’epoca ragazzi, ricordano. Lì, quello che sarebbe diventato poi suo marito, Paride, faceva il dj. Un colpo di fulmine durato la bellezza di 34 anni.

Si erano sposati a 18 e avevano avuto Ian, ora 33enne: un’unione felice, fortunata, rara. La coppia aveva gestito per una decade il Mambo Caffè di Sagrado. I due coniugi si erano trasferiti, alcuni anni fa, a Patmos, meravigliosa isola della Grecia, dove avevano gestito un albergo: l’Ippokampos. Erano in seguito ritornati in Italia, ma quel posto era rimasto impresso nell’animo e ogni estate, ospiti di amici, vi facevano ritorno, con grande entusiasmo. Quando la notizia della prematura scomparsa di Federica ha iniziato a spargersi, cordoglio è venuto pure da lì, con molti messaggi di affetto e, al tempo stesso, immensa pena nel cuore.

La famiglia, abbattuta dal dolore, fa sapere che i funerali di Federica, per chi avrà piacere di consegnarle l’ultimo saluto, si terranno lunedì alle 11, alla chiesa della parrocchia di San Nicolò a Sagrado. L’immagine che la ritrae in quest’articolo era stata scattata a Patmos, il paradiso familiare, da un amico fotografo, per un calendario il cui ricavato era stato devoluto al Burlo Garofalo, destinato alla ricerca scientifica ginecologica sull’endometriosi, una causa cui Federica era sensibile.

Riproduzione riservata © Il Piccolo