Fedriga a Roma per i rinforzi sul confine
TRIESTE. Servono più uomini sul confine, ma la giunta regionale, oggi impegnata nell’atteso vertice al Viminale, non scopre le carte. Non con il governatore Massimiliano Fedriga, nemmeno con l’assessore alla Sicurezza Pierpaolo Roberti.
«Dobbiamo capire quante energie richiede trasformare la sperimentazione delle pattuglie miste in un’attività prolungata – osserva Roberti –; a quel punto, d’intesa con Prefetture e Questure, concorderemo con il governo i rinforzi necessari». Rinforzi su cui i sindacati incalzano, sottolineando come sia a Trieste che a Gorizia si sia sotto organico. Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del Sap, informa che nel capoluogo regionale sono in servizio sul confine 98 agenti, ma che ce ne dovrebbero essere 120 sulla base degli accordi del 2007, mentre prima di quella data, in era di frontiere, se ne contavano 260.
Non diversamente a Gorizia: prima del 2007 le presenze erano 170 e si è scesi ora a 51, a fronte di una pianta organica di 70 unità. Ma a pesare è anche il contesto. «Le piante organiche sono pensate per l’attività di retrovalico, quella ordinaria – spiega Tamaro –, ma oggi la polizia di frontiera fa un lavoro quasi esclusivamente legato all’immigrazione clandestina. Noi dunque chiediamo un’integrazione straordinaria, anche da altre città, con lo stesso sacrificio che abbiamo fatto noi in occasione dell’Expo di Milano».
A intervenire è anche il Siulp, con il segretario provinciale Fabrizio Maniago: «Servono poliziotti sul campo giovani, serve uno svecchiamento, servono le nuove leve uscite dalle scuole di formazione. Serve un arruolamento massivo. Gli ingressi oggi a stento riescono a reggere il turnover completo dei pensionamenti e a Trieste abbiamo perso negli ultimi anni il 15% della forza lavoro». Maniago critica poi l’operazione pattuglie miste: «Si legge che opereranno su una linea di 10 chilometri, vale a dire che la copertura del territorio interessato dalla vigilanza sarà del 4%». E ancora, «visto che i controlli saranno attivati quattro volte a settimana e che quattro turni di servizi da sei ore corrispondono a 24 ore, la copertura temporale sarà del 14%».
Il segretario provinciale di Fsp Alessio Edoardo stoppa invece l’ipotesi muro o filo spinato, «palliativi di forma inutili e impossibili – sottolinea –. Bisogna impiegare più uomini e mezzi tecnologici per arginare la rotta balcanica, impensabile vigilare un territorio così vasto di confine con due, massimo tre pattuglie di frontiera».
Dal vertice di oggi ci si attende chiarezza, oltre che sui rinforzi, anche sul tema della barriera fisica prospettata da Salvini, rilanciata da Fedriga, ma contestata dai sindaci di Trieste Roberto Dipiazza e Gorizia Rodolfo Ziberna. Ci sarà poi il bis di venerdì, con il ministro in visita a Trieste. Il movimento Trieste Antifascista-Antirazzista già si prepara con un invito su Facebook ai cittadini: «Come nelle altre città accompagniamo la calata del capitone con una degna accoglienza, fateci sapere cosa pensate di lui esponendo anche voi sul vostro balcone uno striscione. E mandateci una foto». —
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