Ferrari: «Posti di lavoro dalla macellazione dei cinghiali»

Reduce dall’assemblea pubblica di Lucinico Serenella Ferrari, candidata del Pdl, si sofferma su un problema molto sentito nel Goriziano: l’eccessiva presenza di cinghiali. Di qui una proposta che...

Reduce dall’assemblea pubblica di Lucinico Serenella Ferrari, candidata del Pdl, si sofferma su un problema molto sentito nel Goriziano: l’eccessiva presenza di cinghiali. Di qui una proposta che tocca direttamente un altro tema del giorno: il lavoro.

Ferrari: «Da un dilemma qual è l’eccessiva presenza dei cinghiali sul territorio della provincia di Gorizia (di fatto dal Monte Sabotino fino a Grado), si potrebbe tentare di ottenere una soluzione che incentivi l’economia e possa potenzialmente creare posti di lavoro. Si sa che il problema dei cinghiali non sia del tutto risolvibile tuttavia può essere senz’altro più controllato. La caccia di selezione, fatta con serietà e rigore, ha ridotto considerevolmente il numero degli animali, anche se non si possono fermare quelli che continuano a varcare il confine provenienti dalla Slovenia. Un ulteriore aiuto giunge dalla Legge regionale 14/2008 che consente la caccia in deroga, prevista in tutti gli altri mesi dell’anno, ma che per forza di cose impone – purtroppo – l’incenerimento dei capi abbattuti. Con opportune verifiche ed approfondimenti da parte dell’organo competente, ovvero la Regione, si potrebbe valutare la possibilità di concedere l’utilizzo della carne dei cinghiali abbattuti in deroga a macelli autorizzati creati ad hoc, magari pensando di farli gestire dalle varie riserve e distretti. Pensando a ciò, mi viene in mente la ditta Bertolini di Mossa – chiusa purtroppo qualche anno fa – che oltre a dare lavoro a quasi tutto il paese, riforniva di selvaggina gran parte dei ristoranti italiani e quelli di mezzo mondo. Forse un Bertolini bis non sarà fattibile ma tenere a mente questo esempio non potrebbe certo far male».

Riproduzione riservata © Il Piccolo