Ferriera, affitto bloccato dal nodo Elettra

Vi sarebbe soprattutto il mancato accordo tra il Gruppo Arvedi e i fondi inglesi proprietari della centrale Elettra alla quale la Ferriera vende i gas di risulta dell’altoforno e della cokeria per la produzione di energia elettrica alla base del ritardo nella stipula del contratto d’affitto dello stabilimento. A diluire i tempi della questione che sta mettendo in apprensione i dipendenti, i cui rappresentanti non sono stati mai più convocati dopo il rinvio del primo incontro per avviare la trattativa sindacale, anche la sentenza emessa il 20 settembre dal Tar del Lazio. Ne dà notizia il deputato del Movimento 5 stelle, Aris Prodani. La causa è relativa alla richiesta avanzata dalla società Elettra produzione srl nei confronti del Gestore dei servizi energetici (Gse) riguardo alla risoluzione anticipata del cosiddetto Cip 6. In base a questa convenzione chi produce energia da fonti rinnovabili o assimilate (tra queste rientrano anche quelle che utilizzano i gas di risulta) ha diritto a rivenderla al Gse a un prezzo superiore a quello di mercato. Elettra, che si troverebbe in difficili situazioni finanziarie, avrebbe chiesto la risoluzione anticipata perché ciò le permetterebbe di incassare subito una serie di oneri derivanti al Gse da questa chiusura anticipata e che secondo Prodani ammonterebbero addirittura a 57 milioni di euro. Va oltretutto rilevato che i costi di questo incentivo vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell’energia elettrica che viene addebitato direttamente ai consumatori sulla bolletta. La richiesta di risoluzione era stata avanzata ancora a marzo, ma Gse non ha ancora risposto e da qui la causa.
I giudici amministrativi hanno intimato al Gse di concludere entro tre mesi dall’ordinanza, cioé entro il 20 dicembre, la fase di valutazione. «Non appare condivisibile la tesi della ricorrente - scrivono i giudici amministrativi - secondo cui il Gse debba limitarsi a effettuare una mera operazione aritmetica tra la stima degli oneri connessi alla durata residua delle convenzioni e gli oneri derivanti dalla risoluzione anticipata», ma anche che «tale operazione di verifica non sembra possa protrarsi a tempo indeterminato, ma necessita di essere conclusa in tempi ragionevoli, posto che l’istanza ricorrente risale a marzo 2013». «A tale fine - concludono i giudici - valuterà il Gse, anche previa acquisizione da parte del Ministero dello sviluppo economico, quali iniziative adottare per concludere tale fase di valutazione entro un termine ragionevole che, ad avviso del Collegio, non dovrebbe superare i 90 giorni dalla comunicazione, in via amministrativa, della presente ordinanza». «È chiaro che Elettra vorrebbe incassare e chiudere la centrale - sostiene Prodani - mentre interesse di Arvedi sarebbe di continuare fino al 2015 con gli incentivi del Cip 6 che poi comunque scadranno e in questi due anni lanciare soprattutto la funzione logistica dell’insediamento triestino». Secondo il deputato del Movimento 5 stelle c’è poi anche la questione della nuova richiesta di Autorizzazione integrata ambientale che è stata avanzata dall’amministratore straordinario della Lucchini e sulla quale la Regione dovrà pronunciarsi il mese prossimo. «In questo quadro è più chiaro - sostiene Prodani - perché il sottosegretario al Mise Claudio De Vincenti rispondendo il 18 settembre alla mia interrogazione sulla Ferriera abbia affermato che “il Commissario, ricevute le necessarie autorizzazioni, ha accettato la proposta del Gruppo Arvedi che pertanto è impegnato a garantire il funzionamento della Ferriera fino al prossimo mese di novembre data entro la quale scioglierà la riserva dell’acquisto”. È possibile dunque che si passi direttamente all’acquisto se saranno sciolte le questioni Elettra e Aia».
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Ma il Gruppo di Cremona in questa fase ha adottato la linea del silenzio totale sia con i sindacati che con i media. “Radio Ferriera” annunciava una nuova visita di Giovanni Arvedi a Servola per ieri mattina, ma così sembra non essere stato. È invece possibile che lo stesso cavalier Arvedi partecipi all’incontro programmato per domani alle 17.30 nel palazzo della Giunta regionale con le istituzioni, i sindacati e le associazioni di categoria per giungere a stilare l’Accordo di programma per Servola anche in base alla legge sulle aree di crisi complessa in cui il caso triestino è stato inserito.
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