Ferriera, la pista della scarsa manutenzione

Le relazioni dei vigili del fuoco, dei tecnici dell’Arpa e degli esperti della Procura, a proposito dell’esplosione avvenuta mercoledì alla Ferriera, sono da ieri parte integrante del corposo fascicolo d’indagine per il quale, dallo scorso mese di novembre, è indagato per reati ambientali dal pm Antonio Miggiani il direttore dello stabilimento Giuseppe Bonacina. L’inchiesta fa ovviamente riferimento a svariati episodi oggetto di segnalazione e denuncia.
La causa di quanto accaduto mercoledì sarebbe stata individuata nella rottura di alcuni pezzi della valvola dell’impianto di decatramazione, forse anche dovuta a scarsa manutenzione. Si è rotta, in particolare, una flangia di tenuta nel serbatoio dell’impianto. A seguito dell’innesco è scoppiato un incendio che ha coinvolto l’area limitrofa. L’impianto è collocato a valle dei bariletti della cokeria. A seguito del guasto sono entrate in funzione le fiaccole della cokeria che hanno lo scopo di smaltire in sicurezza il gas nel momento in cui, proprio per un’emergenza, com’è accaduto nell’occasione, non risulta possibile far effettuare al gas stesso il normale percorso. Ma questo gas è particolarmente ricco di sostanze inquinanti già sotto monitoraggio. E la prova indiretta delle conseguenze di tale scoppio, secondo gli accertamenti disposti dal pm Miggiani, sta nel fatto che tra le 13 e le 14 di mercoledì è stato registrato un picco nella centralina di rilevazione di San Lorenzo in Selva. La situazione di inquinamento - così risulta - si è protratta per meno di due ore. Infatti alle 16, secondo i dati dell’Arpa, c’è stato il cessato allarme. Il magistrato sta valutando se quanto accaduto poteva effettivamente costituire un pericolo non solo per l'ambiente a causa della fuoriuscita del gas di cokeria ma anche per le persone che potevano essere nella zona.
L'esplosione - è stato accertato - è stata talmente fragorosa e violenta che a causa dell'onda d’urto sono andati distrutti i vetri delle finestre delle costruzioni vicine. Altra prova indiretta è il fatto che il boato è stato udito in tutta la città.
Quanto accaduto è ritenuto dalla Procura uno dei tanti cosiddetti episodi eclatanti relativi al superamento delle concentrazioni di sostanze inquinanti registrate dalle centraline di monitoraggio.
Nell’indagine del pm Miggiani vengono interfacciati i dati rilevati dalle centraline con gli episodi di guasti o incidenti come avvenuto mercoledì, con gli esposti, le segnalazioni di disservizio provenienti dalla Lucchini e i dati forniti dalla stessa azienda relativamente a quanto previsto dall’Autorizzazione integrata ambientale.
Dagli accertamenti disposti sempre dal pm Miggiani è anche emerso che le fiamme sono state spente entro la serata di mercoledì dopo il semaforo verde rappresentato proprio dalla progressiva e consistente diminuzione di sostanze inquinanti nell’aria.
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