«Ferriera, risposte oggi o è scontro»

Dal Tavolo della Regione i sindacalisti attendono l’Accordo per la riconversione
Lasorte Trieste 15/04/13 - Piazza della Borsa, Conferenza Stampa Sindacati
Lasorte Trieste 15/04/13 - Piazza della Borsa, Conferenza Stampa Sindacati

«La Regione ci aveva promesso per il 4 aprile la bozza dell’Accordo di programma per la riconversione dell’area di Servola, ci convocano ora con preavviso di poche ore a una manciata di giorni dalle elezioni per un incontro che sa di bluff elettorale. Ma se non avremo le risposte concrete che attendiamo da mesi se non da anni, un minuto dopo la fine della riunione, alzeremo il livello dello scontro».

I sindacalisti della Ferriera per esprimere la loro rabbia scelgono piazza della Borsa e piazzano provocatoriamente un tavolo proprio in mezzo ai gazebi dei partiti. L’appuntamento a cui fanno subito riferimento è per questo pomeriggio alle 15 nel palazzo della Giunta regionale di piazza Unità di cui hanno avuto conferma appena ieri mattina. Tiziano Scozzi (Fiom-Cgil), Franco Palman (Uilm), Umberto Salvaneschi (Fim-Cisl) e Cristian Prella (Failms) sono sulla medesima lunghezza d’onda: «Non abbiamo nessuna notizia dell’Accordo di programma, il decreto per inserire Trieste tra le aree di crisi industriale complessa è fermo alla Corte dei conti, non esiste alcuna certezza nemmeno per gli ammortizzatori sociali». «Il lavoro fatto dalle istituzioni risulta completamente sterile», ha accusato Prella, Salvaneschi ha illustrato quanto sia lunga un’operazione di riconversione («su cui pare impegnarsi solo il consulente del Comune, Francesco Rosato») e di conseguenza Scozzi ha ammonito: «È indispensabile che la Ferriera rimanga attiva a pieno regime almeno per tre o quattro anni perché si trovi un’alternativa».

I lavoratori hanno invitato i loro rappresentanti a verificare l’inserimento nell’Accordo di programma di cinque punti: progetto di riconversione di tutta l’area con mantenimento dei livelli retributivi per i lavoratori di Ferriera, indotto e Sertubi; mantenimento in esercizio degli impianti per poter accedere ai contributi Ue; riqualificazione dell’area con attività siderurgiche di nuova realizzazione e generazione sostenibile per l’ambiente; certezza di ammortizzatori sociali e di forme di integrazione economica; definizione di soggetti, risorse pubbliche e private che saranno a disposizione. E chiedono 9 mesi per la definizione del progetto e 36 per la sua realizzazione.

«Finora la protesta è stata colorita, ma civile - ha ammonito Palman - ma se continueranno questi giochi meschini della politica, la situazione esploderà». (s.m.)

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