Ferriera, Scoccimarro: "Sanzioni e diffide per gli eventi di luglio"

TRIESTE «Nell'ultimo anno la Ferriera di Servola è stata soggetta a cinque sanzioni, una diffida e un avvio di procedimento di diffida». Lo rende noto l'assessore a Difesa dell'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile del Friuli Venezia Giulia, Fabio Scoccimarro, sulla base dei dati di Regione e Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa Fvg), che oggi ha pubblicato la relazione dell'ultima visita ispettiva ordinaria, che contiene anche le relazioni sugli ultimi tre episodi recentemente verificatisi nello stabilimento siderurgico.
Scoccimarro, si legge in una nota, ha spiegato che si tratta di un'azione che vuole garantire "la doverosa trasparenza e per dare risposte ai cittadini che, soprattutto a luglio, hanno inviato segnalazioni e richieste di chiarimento in merito alle azioni intraprese dalla Regione nei confronti della Siderurgica Triestina".
La linea d'azione della Giunta, ha sottolineato, "è cambiata radicalmente rispetto alla precedente amministrazione: lavoriamo per riconvertire l'area a caldo, dialogando in maniera costruttiva con il cavaliere Giovanni Arvedi per riuscire garantire il livello occupazionale e non danneggiare o azzerare gli investimenti industriali sollecitati dalla passata Giunta regionale, ma parallelamente Regione e Arpa intervengono puntualmente, secondo quanto previsto dalla legge, nel caso di problematiche ambientali che riguardino la Ferriera". In merito ai tre episodi evidenziati dalla relazione dell'Arpa, Scoccimarro ha fatto poi sapere che «saranno avviati provvedimenti sanzionatori e diffide e verranno valutate anche nuove prescrizioni all'autorizzazione integrata ambientale (Aia)".
Per l'incidente del 31 maggio, quando prese fuoco il nastro a servizio dell'agglomerato che ha prodotto un'alta colonna di fumo nero, ricorda la nota, l'azienda ha già provveduto alla sostituzione del sistema in tessuto resistente ai surriscaldamenti con un nastro in metallo che non può incendiarsi.
«Sanzioni - assicura Scoccimarro - deriveranno invece dalle polveri rosse che si sono sollevate l'11 e il 31 luglio, rispettivamente per la gestione irregolare del caricamento dell'altoforno e la non corretta gestione del nuovo filtro a maniche dell'agglomerato. Per la gestione del caricamento del minerale seguirà anche una diffida e una nuova prescrizione Aia, mentre per il secondo episodio la società dovrà predisporre in tempi brevissimi una nuova procedura operativa».
«Dal mio insediamento nel maggio 2018 - spiega ancora l'assessore regionale alla Difesa dell'Ambiente - sono state comminate 5 sanzioni amministrative sulle 14 dal rilascio dell'Aia avvenuto nel 2014 ,una diffida e un avvio di procedimento di diffida, oltre alla nuova prescrizione Aia sulla gestione dei parchi minerali e fossili».
«Per giungere a questi atti - sottolinea Scoccimarro - i dirigenti devono accertare le cause, identificare i responsabili, prescrivere i rimedi e poi appunto sanzionare. Si tratta di un iter complesso e burocratico che stride con la percezione dei cittadini ma che è necessario affinché le azioni intraprese non siano vane o peggio ancora generino, a fronte di possibili ricorsi, un costo per i contribuenti».
L'assessore ricorda quindi che «indipendentemente dalla trattativa per la chiusura dell'area a caldo, la Regione e l'Arpa devono effettuare degli approfondimenti su due aspetti: le fiaccole e le acque di dilavamento».
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