Ferriera, ultimatum sindacale: certezze entro il primo ottobre

Il silenzio sta durando troppo a lungo. L’incertezza sul futuro è giunta a livelli «insostenibili». Operai e rappresentanti sindacali lo hanno ribadito con forza ieri, durante l’assemblea tenuta nella Ferriera presenti Rsu e segretari provinciali di Fiom, Fim-Cisl, Uilm e Failms. Una riunione da cui è emerso un ultimatum, scaduto il quale vi sarà la «necessità di mettere in campo ulteriori iniziative previo mandato dei lavoratori». La data è quella del primo ottobre: entro quel giorno sindacati e lavoratori vogliono vedere - si legge in una nota diramata dalle Rsu - «l’ufficializzazione di incontri o sviluppi positivi sulla trattativa in corso» per il contratto d’affitto tra il commissario straordinario di Lucchini Piero Nardi e il gruppo Arvedi.
Il silenzio va rotto, dunque. E il tavolo sindacale va convocato. È quel tavolo già disdetto con 24 ore di preavviso dopo la convocazione fissata per l’11 settembre, e riannunciato giorni fa con una lettera: una sorta di «tenetevi pronti» senza però giorno né ora. I sindacati ora rilanciano. «A prescindere dal fatto se l’accordo tra Lucchini e Arvedi sia vicino o meno, abbiamo la necessità di essere informati su come si sta evolvendo la situazione: lo chiediamo alle aziende ma anche alle istituzioni locali che con esse hanno avuto degli incontri. Un simile stato di indeterminatezza - dice il segretario provinciale Fiom Stefano Borini - produce paura nei lavoratori, è quasi intimidatorio questo non fornire informazioni. Chiediamo a tutti di sapere dove stiamo andando».
I lavoratori vogliono sapere. E al contempo - è il secondo, fondamentale fronte - avallano appieno in assemblea la linea già espressa dai rappresentanti sindacali all’indomani della doppia lettera con cui amministrazione straordinaria di Lucchini da una parte e St (Siderurgica triestina, costituita da Arvedi) dall’altra hanno annunciato tra l’altro «revisione di organici» e taglio di integrativi. «Per noi gli organici sono questi, e i lavoratori non devono perdere la propria posizione economica. Siamo coscienti che con la ristrutturazione si aprirà cassa integrazione, ma a fine percorso per le persone deve esserci certezza», riassume Franco Palman dalla Uilm. «Niente deroghe», dettano le Rsu. «Non si inizi a chiedere ai dipendenti di pagare il conto», scandisce Borini. «Arvedi potrà fare bene, ma dobbiamo costruire un percorso che porti finalmente alla tranquillità sui fronti del mantenimento dei posti di lavoro e del trattamento economico», spiega Palman.
Palman stesso peraltro annota che «il 30 settembre scadono alcune decine di lavoratori a tempo determinato, la cui uscita creerebbe difficoltà» allo stabilimento. Anche da qui la data del primo ottobre. Termine fissato, rilancia Borini, «per consentire alla parti di fare una riflessione e di compiere atti conseguenti. Arvedi deve arrivare», pena il tracollo dello stabilimento, «ma non con carta bianca». E c’è un’ultima considerazione di Borini: «Più il tempo passa e più aumentano i timori che vi siano altri problemi, situazioni serie che bloccano l’operazione».
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