Festa a Zorzin, sacerdote da 40 anni

Applausi durante la messa. Auguri in musica dal coro Santa Cecilia
Altran Monfalcone 12/07/2009 MESSA E PREMIAZIONE ANGELO D'ORO-BASILICA DI GRADO - Foto di Katia Bonaventura
Altran Monfalcone 12/07/2009 MESSA E PREMIAZIONE ANGELO D'ORO-BASILICA DI GRADO - Foto di Katia Bonaventura

GRADO. Il 25 aprile di 40 anni fa, a 27 anni, fu ordinato sacerdote don Amando Zorzin. La ricorrenza è stata celebrata ieri quasi sottovoce, come l’arciprete desiderava. Ma prima della conclusione della messa cantata delle 10, la corale-orchestrale Santa Cecilia, per il tramite del maestro Annello Boemo, gli ha consegnato un piatto-orologio in ceramica decorato con disegni di Johnny Cester, ricordando il traguardo raggiunto, i 40 anni di sacerdozio.

Subito dopo il gruppo corale ha intonato, sempre in basilica, il canto “Tanti auguri a te”, al quale si sono uniti tutti i fedeli che avevano gremito la basilica e che al termine del canto hanno applaudito lungamente in omaggio al parroco. Due i concetti esposti dall’arciprete durante la messa cantata dalla “Santa Cecilia”, che ha eseguito la “Prima Pontificalis” di Lorenzo Perosi. Ha evidenziato la presenza del mondo del volontariato che deve seguire gli insegnamenti del Signore; ha poi pregato assieme ai fedeli un’Ave Maria per una quarantanovenne gradese, Claudia Gregori, morta dopo una lunga malattia e ora viene pianta non solo dalla sua famiglia, ma da un gran numero di amici. Tra l’altro, fatto alquanto toccante, lascia un ragazzo di 11 anni. Momenti di gioia alternati a momenti di pianto e tristezza, come avviene sempre nella vita. La “carriera” dell’attuale arciprete di Grado, ovvero la sua missione, si è sviluppata prima di tutto impegnandosi come segretario dell’arcivescovo di Gorizia, Pietro Cocolin, scomparso nel 1982, e per un anno come segretario del successore, padre Antonio Vitale Bommarco. Fu poi nominato rettore del Seminario e in seguito divenne parroco di San Nicolò a Monfalcone finché, 14 anni fa, divenne arciprete di Grado nominato dal vescovo, ma a seguito della scelta fatta dall’amministrazione che, in virtù dei diritti acquisiti dalla popolazione gradese, ha facoltà di scelta.(a.b.)

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