Fidanzati uccisi, i perchè dell’ergastolo: «Ruotolo ha creato un falso alibi»

Le motivazioni del processo di secondo grado celebrato a Trieste a carico dell' ex militare accusato di aver ucciso a Pordenone Trifone Regone e Teresa Costanza 
 
 
Lasorte Trieste 12/10/18 - Tribunale di Trieste, Corte d'Assise d'Appello, Processo Ruotolo
Lasorte Trieste 12/10/18 - Tribunale di Trieste, Corte d'Assise d'Appello, Processo Ruotolo
TRIESTE. Giosué Ruotolo si è costruito un «alibi falso» per commettere un duplice delitto, e il fatto che sia stato lui a sparare e a uccidere i fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone, «si ricava da una lettura complessiva e unitaria degli indizi».
 
È quanto riportato nelle motivazioni del processo di secondo grado celebrato davanti alla Corte d'assise d'appello di Trieste a carico dell' ex militare, il cui contenuto è stato anticipato oggi dal quotidiano Messaggero Veneto.
 
Oltre ai vari indizi elencati e analizzati dagli inquirenti e dagli esperti nel corso del processo di primo grado, secondo quanto riporta il quotidiano oggi in edicola, il procedimento davanti alla Corte d'assise d'appello avrebbe aggiunto nuovi elementi a testimoniare la colpevolezza di Ruotolo. Come, ad esempio, perché si trovasse nel luogo del delitto e proprio all'ora del delitto stesso. Una presenza, secondo i giudici, che non può essere ritenuta «casuale o occasionale»
 

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