Fiera di Montebello: tre i pretendenti ma tutto slitta a luglio

Un solo gruppo ha manifestato interesse entro la scadenza al comprensorio in liquidazione, due hanno chiesto la proroga
Di Gabriella Ziani
Silvano Trieste 29/04/2010 Fiera di Trieste, Conferenza Stampa
Silvano Trieste 29/04/2010 Fiera di Trieste, Conferenza Stampa

Un solo gruppo imprenditoriale ha manifestato interesse a rilevare il complesso fieristico di Montebello dalla Fiera di Trieste in liquidazione rispondendo entro il 15 marzo (data fissata dal bando) all’invito emesso dal liquidatore il 14 gennaio. Ma altri due gruppi si son fatti nel frattempo avanti, chiedendo una proroga dei termini. È stata indetta un’assemblea dei soci (Comune, Provincia, Camera di commercio) e la richiesta è stata accettata, per poter avere la scelta fra più candidati, ciascuno dei quali (senza vincolo) deve proporre una nuova destinazione economico-sociale dell’area dismessa, con progettazione, e indicazione dell’offerta economica per l’eventuale acquisto dell’area, e delle modalità di pagamento, nel caso il progetto venisse realizzato. Il nuovo termine è stato fissato al 4 luglio.

La Fiera è stata messa in liquidazione già nell’ottobre del 2010 a fronte del crescente indebitamento (800 mila euro nello stesso 2010, più 338 mila del 2009). Ha ospitato ancora qualche manifestazione già prenotata, poi l’enorme spazio di 22 mila metri quadrati inaugurato nel 1950 sotto il Governo militare alleato è rimasto desolatamente vuoto.

Il liquidatore è il commercialista Gianfranco Nobile, all’epoca indicato dalla Camera di commercio che si è assunta l’onere di gestire con la propria società Aries gli eventi fieristici (traslocandoli altrove, ultimamente al Magazzino 42 della Stazione marittima non appena è stato concluso il restauro).

«Bisogna tener conto che la zona - dice Nobile tenendosi strettamente a notizie tecniche e senza poter rivelare alcun dettaglio sull’offerta pervenuta e su quelle annunciate - ha una classificazione urbanistica particolare, U2, cioé servizi, e non residenzialità, quindi l’interesse che può suscitare è altrettanto particolare». Sfumata finora l’ipotesi (prevista dal piano regolatore della giunta Dipiazza) di rendere la destinazione residenziale, e dunque più appetibile al mercato, per quell’area cui invece la giunta Cosolini promette soluzioni diverse, ancora però non esplicitate.

Perché si siano tanto allungati i tempi per la scadenza del nuovo bando lo spiega sempre Nobile: «Per esprimere il proprio interessamento non basta che le imprese o gli enti alzino la mano, il bando è costruito in modo da dare concretezza alle proposte, e pertanto più sicurezza ai soci, è un’operazione con basi di serietà. Il gruppo che si è fatto avanti ha dovuto fare un gran lavoro per presentare la propria offerta, ai due nuovi interessati abbiamo dato esattamente il tempo tecnico che obiettivamente sappiamo essere necessario per presentare un dossier completo di tutte le informazioni».

Presentare il proprio “interesse”, la destinazione d’uso, il progetto, l’offerta economica non vincola la Fiera Trieste spa in liquidazione alla realizzazione di quanto proposto. Al momento, e con questa crisi economica, sarà assai interessante svelare il mistero: chi è disposto a lanciarsi, e con quali idee e mezzi, su un progetto tutto da inventare, e prima che il Piano regolatore nuovo sia stato scritto probabilmente con nuove indicazioni?

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