Finti pacchi-bomba, il centro nel caos

Doppio allarme bomba a Monfalcone. Per oltre due ore, dalle 6.30 alle 9. centro cittadino paralizzato, strade chiuse, bus e pullman deviati, inquilini costretti a restarsene chiusi in casa per il ritrovamento di due pacchi-bomba con “Fai” (Federazione anarchica italiana) sotto la redazione del “Piccolo” in via Fratelli Rosselli e davanti alla sede di via 9 Giugno della Carisparmio Fvg. L’allarme è rientrato attorno alle 9, quando gli artificieri hanno accertato che i due ordigni erano finti e quindi innocui.
Le indagini, assunte dalla Dia di Trieste, stanno ora cercando di dare una spiegazione al gesto: se si tratti cioè di un “avvertimento”, di una protesta, di un tentativo di inquinare il clima preelettorale o semplicemente di uno “scherzo”, ancorché di pessimo gusto. Al momento le forze dell’ordine stanno valutando anche se ci sia una connessione tra i due finti pacchi-bomba e una scritta (“Morte all’imperialismo”) apparsa ieri mattina su un muro di via del Rosario. Nel frattempo gli agenti hanno “campionato” un liquido contenuto nei due pacchi, cercato tracce e impronte sugli “ordigni” e stanno vagliando se le reti di videosorveglianza comunale e private siano riuscite a immortalare i responsabili del gesto.
Il primo allarme-bomba è scattato attorno alle 6.30. È stata una guardia giurata al rientro del turno di notte a scoprire il pacco delle dimensioni di una scatola di scarpe, avvolto con del mastro adesivo, con due fili sporgenti e la sigla “Fai”, a ridosso del portoncino esterno del condominio di via Fratelli Rosselli in cui si trova la redazione monfalconese del “Piccolo”. L’uomo ha avvisato un giornalista il quale, a sua volta, ha attivato il 113. L’intervento delle forze dell’ordine è stato immediato. Gli agenti del Commissariato hanno provveduto alla chiusura al traffico di via Fratelli Rosselli tra viale San Marco e largo Arena, mentre ai residenti del condominio al civico 20 è stato chiesto di non uscire. Sul posto sono arrivati gli artificieri di stanza all’aeroporto di Ronchi che hanno aperto l’involucro con tutte le cautele del caso. All’interno c’erano una grossa busta di plastica contenente un liquido trasparente, inodore e oleoso, e due fili elettrici, ma senza alcun innesco. «Un lavoro scenografico», ha rilevato uno degli artificieri. L’”imitazione” di una bomba fatta ad arte, per attirare l’attenzione. Il secondo allarme è scattato solo alcuni minuti dopo in via 9 Giugno. È stato un operaio rumeno che si accingeva a recarsi al lavoro in Fincantieri a notare il pacco, praticamente identico all’altro, davanti alla filiale della Carisparmio Fvg. L’uomo ha chiamato il 112.
Al loro arrivo, i carabinieri hanno steso un cordone di sicurezza tra via del Rosario e via Garibaldi-Bixio: stop ad auto e pedoni.
All’esame degli artificieri, il pacco-bomba si è rivelato in tutto simile a quello trovato in via Fratelli Rosselli.
Le due strade sono state riaperte al traffico attorno alle 8.30-9. Per quasi due ore, però, l’allarme, che ha mobilitato una trentina di rappresentanti delle forze dell’ordine, ha di fatto ha paralizzato il centro cittadino costringendo chi doveva attraversare la città a lunghi giri viziosi: i pullman degli studenti sono stati deviati su via Bixio, le fermate spostate senza preavviso.
Code con lunghe attese agli incroci si sono formate in via Garibaldi e in viale San Marco con studenti, lavoratori e famiglie alla ricerca dei loro pullman. Un caos inaspettato che si è risolto attorno alle 9.30.
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