Truffa a Trieste, finto carabiniere deruba 80enne in casa
L'uomo (o forse un complice) ha prima contattato telefonicamente la vittima con una scusa, poi si è presentato a casa dell'anziana facendosi consegnare tutti i gioielli

Collane, anelli e altri preziosi del valore di migliaia di euro svaniti in pochi istanti. L’ennesima truffa a Trieste stavolta si è consumata in via Fabio Severo. La vittima, ancora una volta, è una persona anziana: un’ottantenne.
È successo giovedì pomeriggio, poco dopo le 14. Il malvivente (o più malviventi visto che spesso operano organizzazioni criminali strutturate) ha usato una delle tecniche di raggiro più note: ha telefonato a casa della malcapitata fingendosi un carabiniere e sostenendo che un parente della signora era rimasto coinvolto in un grave incidente. E che, per toglierlo dai guai giudiziari, serviva versare del denaro o il corrispettivo in gioielli. In genere la scusa è quella del pagamento di una cauzione conseguente a un arresto, ma non è chiaro se sia stata utilizzata anche in questo caso.
La donna ha spiegato al finto carabiniere, che lei pensava fosse vero, di non avere in casa abbastanza soldi in contanti. L’uomo le ha quindi detto di preparare tutti i preziosi e che di lì a poco si sarebbe presentato per il ritiro.
L’ottantenne, spaventata per le sorti del proprio famigliare, ha creduto alla storiella dell’incidente e ha seguito le indicazioni dell’interlocutore con cui era al telefono. D’altronde è proprio questo il meccanismo su cui fanno leva i criminali: si approfittano della vulnerabilità psicologica degli anziani, mettendo in mezzo i loro affetti più cari.
Poco dopo la signora ha sentito suonare alla porta e ha aperto. C’era un finto carabiniere: forse proprio l’uomo che aveva chiamato, oppure un suo complice. L’individuo è entrato, ha preso i gioielli, e se n’è andato.
Poi non è accaduto più nulla. E così, a mente fredda, la donna si è resa conto di essere stata vittima di un imbroglio: aveva appena consegnato a uno sconosciuto tutto l’oro che custodiva nel proprio appartamento. I ricordi di una vita. A quel punto ha contattato il 112 per chiedere aiuto. Sul posto è intervenuta una volante della Polizia di Stato. Le altre, intanto, hanno iniziato a passare al setaccio l’intera zona circostante a via Fabio Severo nel tentativo di rintracciare il malvivente.
La signora, infatti, è riuscita a fornire una descrizione sommaria dell’uomo. Lo ha descritto così: alto circa un metro e settanta, carnagione scura e capelli corti a spazzola. Indossava una camicia bianca e altri indumenti neri o blu.
Da quanto risulta l’ottantenne non sarebbe stata in grado di aggiungere altri dettagli utili alle ricerche, ad esempio se il criminale si esprimeva correttamente in italiano o se aveva qualche inflessione dialettale.
Le volanti, comunque, hanno continuato a cercare, ma senza esisto: il finto carabiniere era riuscito a fare perdere le proprie tracce.
La signora è stata invitata dagli agenti di Polizia a recarsi in Questura per sporgere denuncia e quantificare il valore dei preziosi rubati.
Sul caso ora indaga la Squadra mobile. Come avviene in queste circostanze, gli investigatori acquisiranno le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza installati in via Fabio Severo e nelle vie limitrofe: le telecamere pubbliche posizionate lungo le strade, ma anche quelle degli autobus di linea, dei negozi e delle abitazioni.
C’è infatti la possibilità che il malvivente abbia utilizzato un’auto per raggiungere il condominio in cui vive la vittima: focalizzare la targa e risalire al proprietario potrebbe rivelarsi fondamentale. Così come riuscire a immortalare il volto dell’individuo e identificarlo grazie ai database della Polizia.
Le truffe si stanno susseguendo ormai a un ritmo quasi quotidiano: si tratta di un vero e proprio allarme sociale. E questo nonostante le iniziative di prevenzione organizzate ripetutamente dalle forze dell’ordine, oltre agli appelli – diffusi dai media – a non fidarsi: la Polizia e i Carabinieri non chiedono mai soldi. —
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