Firme internazionali in lizza per il progetto di Cattinara

L’Azienda ospedaliera ha selezionato 10 studi di ingegneria e architettura tra i 24 che hanno risposto al bando. In agosto arrivano gli elaborati e finisce il segreto
Di Gabriella Ziani
Lasorte Trieste 01 06 04 - Castello di Duino
Lasorte Trieste 01 06 04 - Castello di Duino

Comunque vada, c’è un’altissima probabilità che il progetto per il restauro dell’ospedale di Cattinara e quello dell’annesso Burlo Garofolo abbiano un profilo e soprattutto una firma “internazionali”. La partecipazione di studi di ingegneria e architettura che si sono candidati alla preselezione aveva visto a marzo tra i 25 concorrenti ben 16 con un capogruppo o un associato straniero, con base in nove diversi paesi (di cui due extraeuropei). Erano stati 24 i concorrenti ammessi, e ora l’Azienda ospedaliero-universitaria ha fatto la selezione e ha promosso con un’analisi tecnica e l’assegnazione dei punteggi dieci progetti alla fase 2, quella del progetto vero e proprio.

«Dei 10 concorrenti che abbiamo invitato alla fase concorsuale - conferma il direttore della struttura Gestione stabilimenti dell’Azienda, Elena Clio Pavan, che è con il suo staff la responsabile del procedimento - la maggioranza ha nel raggruppamento studi internazionali».

Nella settimana entrante partiranno le lettere d’invito agli studi di progettazione che hanno passato questo primo vaglio della commissione interna. Svelato il profilo massicciamente internazionale dei concorrenti, le regole sugli appalti vietano però tuttora al committente e “giudice” di render noti nomi e cognomi degli studi (italiani e stranieri) che hanno risposto al bando europeo pubblicato lo scorso 14 gennaio.

I dieci selezionati avranno tempo quattro mesi per redigere un progetto fatto e finito. Dalla rosa uscirà il progetto vincitore, che poi verrà messo a gara d’appalto per l’esecuzione. Quindi entro la fine del mese di agosto le dieci proposte verranno protocollate alla direzione tecnica dell’Azienda ospedaliera. Solo a quel punto l’obbligo di segretezza verrà a cadere. Sapremo dunque l’identità di chi aveva risposto all’appello, italiani e stranieri, e di chi è stato valutato positivamente per la miglior ideazione tecnica e logistica.

Il capitolato è particolarmente complesso ma lascia anche libertà di inventare le migliori soluzioni per questo difficilissimo intervento, che per le torri di Cattinara impone di far convivere l’attività sanitaria, e dunque i pazienti, con un cantiere. In campo c’è la possibilità, il cui profilo generico è fra le indicazioni date dall’Azienda ospedaliera, di creare un edificio-polmone per le degenze, così da poter liberare le aree che via via verranno avviate a ristrutturazione: una palazzina che (forse) potrebbe in seguito diventare il nuovo ospedale pediatrico.

Dopo il finanziamento da 59 milioni di euro stanziato alla fine di estenuanti rinvii e diatribe dalla Regione, questo sarà il più grande cantiere aperto a Trieste, ma per vederlo c’è da aspettare un tempo ancora enorme, quello richiesto dalle infinite procedure oltre che dai tempi tecnici di redazione e analisi dei progetti. I lavori veri e propri sono previsti (sulla carta) non prima del 2015. Per adesso la tabella di marcia è rispettata. Prossima tappa dunque è la fine di agosto, per l’esame dei progetti a concorso e l’assegnazione del punteggio definitivo. Sperando che il tempo, che Trieste così spesso sa “mangiare” divorando nel contempo i progetti che lo abitavano, almeno stavolta sulla sanità non sia, dopo ben 13 anni di attesa, nuovamente un contenitore di inciampi e cattive notizie.

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