Fiume, sempre più lontano il restauro della nave di Tito

FIUME. Resta al palo il restauro del Galeb, la nave che per decenni ospitò il presidente jugoslavo Josip Broz Tito nei suoi viaggi oltreconfine e che da anni è ormeggiata in ormai pessime condizioni a porto Baross, a Fiume. L'amministrazione comunale (la Città è proprietaria del Galeb) ha deciso ora di prorogare il termine ultimo della gara-bis per i lavori di ristrutturazione dell'imbarcazione. Le domande potranno essere presentate fino al 13 agosto e solo a quel punto si capirà se ci sia qualcuno interessato a riattare l'ex bananiera trasformandola in museo galleggiante.

Al primo concorso si era fatto avanti solo il cantiere fiumano di riparazioni navali Viktor Lenac, chiedendo però una cifra molto più alta di quella offerta dal Comune. Per i lavori di riatto della storica unità e del palazzo dell'ex Zuccherificio fiumano, la Città ha ottenuto a fondo perduto dall'Ue 69 milioni di kune (circa 9,3 milioni di euro) che però non bastano per portare a termine entrambi i progetti. Per questo motivo l'esecutivo guidato dal sindaco socialdemocratico Vojko Obersnel ha chiesto mesi fa al consiglio comunale di approvare la delibera sull'indebitamento della Città per 44 milioni di kune (5, 96 milioni di euro), da destinare a Galeb ed ex Zuccherificio. Il parlamentino, che annovera una risicata maggioranza di centrosinistra, ha però bocciato la proposta parlando di eccessiva spesa per la ristrutturazione di una nave che simboleggia la figura di Tito, definito tout court un dittatore che inoltre con la storia di Fiume non ha nulla da spartire.

Nell’ultima seduta infine il consiglio municipale ha approvato la proposta del partito Lista per Fiume di rinviare il tema del mutuo di 44 milioni di kune a dopo il 13 agosto, a gara chiusa. «Oltre quella data – hanno detto i consiglieri di Lista per Fiume – sapremo se qualcuno avrà aderito al secondo concorso e con quale offerta. Se risulterà eccessiva per le casse comunali, la Città non dovrà indebitarsi per 44 milioni di kune e il destino del Galeb risulterà segnato».

La votazione ha confermato per altro che in aula non esiste una maggioranza favorevole a ristrutturare il Galeb, inserito con l’ex Zuccherificio (il cui restauro è stato avviato mesi fa) nel progetto Fiume capitale europea della Cultura 2020.

Appare invece avviato il discorso sul riutilizzo del porto Baross. L’idea è quella di trasformare l’area portuale in un marina, così da dare ulteriore slancio alle ambizioni turistiche della città. In quest’ottica la giunta guidata da Obersnel ha dato il via libera a modifiche e aggiunte al Piano regolatore cittadino, presupposto per il rilascio dei diritti di concessione in porto Baross. Il nuovo marina, secondo il progetto, avrebbe 350 ormeggi. L’obiettivo è di arrivare all’approvazione definitiva delle modifiche al piano regolatore in settembre, così da avviare poi la gara per la concessione. —

A.M.

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