Fognature e strade inadeguate Largo Isonzo lancia la petizione

A Largo Isonzo i residenti non ne possono più di fognature insufficienti e strade e marciapiedi costellati di buche. «Siamo stanchi d’essere periferia dimenticata, perché il problema dei versamenti di liquami e delle conseguenti invasioni di ratti non sono cosa d’oggi», afferma l’ex presidente del Comitato di rione Ilario Trevisan, che con l’attuale presidente Irene Cristin e altri cittadini ha incontrato nella seconda metà di gennaio il direttore di Irisacqua Paolo Lanari e i tecnici della partecipata dai Comuni dell’Isontino. «Ci hanno detto che effettueranno una valutazione e quindi attendiamo delle risposte a fine mese», aggiunge Trevisan. La questione è che la rete fognaria che serve il cuore del rione è coetanea dello stesso, costruito negli anni ’50 dall’allora Iacp. Le tubature sono quindi di un diametro inadeguato e lo è anche il collegamento col collettore principale che corre lungo via Isonzo. La connessione passa attraverso due Sado (due fosse biologiche) poste inoltre in terreno privato. «Sono anni che siamo quindi alle prese - segnala un altro residente - con continui versamenti di liquami, in varie parti del quartiere, nelle cantine. E di conseguenza siamo invasi dai topi».
Tant’è che un’abitante del quartiere pochi anni fa è stata morsa, come conferma il referto del Pronto soccorso e la conseguente terapia a base di antibiotico. In attesa della risposta tecnica da parte di Irisacqua, che dovrà comunque portare l’eventuale progetto all’approvazione dei soci, gli abitanti continueranno a raccogliere le firme, finora un’ottantina, per sostenere le proprie richieste. La petizione servirà inoltre a sostenere l’interrogazione che la lista civica La Nostra città ha intenzione di portare in Consiglio comunale per ottenere un interessamento e una risposta dall’amministrazione, come ha spiegato ieri il consigliere Annamaria Furfaro, presentando l’iniziativa coi rappresentanti del rione, ad alcuni cittadini e all’ex presidente della Provincia Enrico Gherghetta in un incontro nella pizzeria Al Merendero. I residenti invitano però anche a farsi un giro nel rione per capire quale sia la condizione della maggior parte delle strade interne. «In via Natisone i marciapiedi sono quasi impercorribili - dice un abitante - e poi in via Acque gradate è tutta una gobba, via Tiepolo un rattoppo. Siamo stufi d’essere periferia e di serie B». Negli anni le segnalazioni alle amministrazioni si sono succedute, ma «senza ottenere nulla». Se non, con la precedente amministrazione, il progetto per la trasformazione dell’area interna al rione in Zona a 30 chilometri all’ora (di cui comunque ora non si sa nulla).
«Come rione abbiamo ora incontrato il delegato del sindaco, Francesco Volante - ha spiegato la presidente Cristin -, al quale abbiamo segnalato quali siano le urgenze. Aspettiamo anche noi delle risposte». Nell’interrogazione presentata dalla civica La Nostra città si sottolinea comunque anche l’inadeguatezza dell’arredo urbano della zona vicina alla chiesa. «Noi crediamo che il compito del consigliere comunale - ha detto Furfaro - sia quello di ascoltare e farsi portavoce delle istanze dei cittadini, avanzando delle proposte che portino a delle soluzioni».
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