Fondamentali per la natura ma nelle città sono una grana

Le termiti sono insetti cosiddetti “sociali”, come le api e le formiche, nel senso che di norma costruiscono autonomamente la loro “società” e vi vivono in struttura gerarchica, differenziata per...

Le termiti sono insetti cosiddetti “sociali”, come le api e le formiche, nel senso che di norma costruiscono autonomamente la loro “società” e vi vivono in struttura gerarchica, differenziata per mansioni. Sia alate che attere (cioè prive di ali), sono un po’ più lunghe delle formiche e il loro colore pallido le fa definire anche “formiche bianche”.

La regolazione della loro micro “società” si fonda sulla differenza tra casta riproduttiva, dominata dal re e dalla regina, che si accoppiano molto spesso, e casta sterile, in cui spiccano sia le termiti-soldato che quelle operaie. Le termiti sono organismi “xilofagi” (cioè divorano il legno con le loro robustissime mandibole): da un punto di vista puramente scientifico è un fatto positivo. La loro importanza ecologica infatti dipende dal fatto che circa un terzo di tutta la materia prodotta ogni anno dalle piante viene divorata proprio da loro. In un ecosistema terrestre, la produzione di materia vivente è pressoché ininterrotta, e se essa non venisse demolita con una velocità correlata a quella con cui viene formata, dopo poco tempo il sistema entrerebbe in crisi, perché verrebbero a mancare sia lo spazio per i nuovi organismi, sia i materiali per continuare la produzione. La distruzione del legno, delle altre parti vegetali e degli altri residui organici, assicura così la liberazione di nutrienti nel terreno che, in tal modo, diviene fertile. Assai meno ben accette, ovviamente, sono quando si mettono a distruggere le case, e non il legno grezzo disponibile in natura per farne nuovo fertilizzante.

Riproduzione riservata © Il Piccolo