Fondi ai gruppi, nessuno stop all’inchiesta

Zappatori (Corte dei conti): «Le linee guida della Sezione autonomie non riguardano gli accertamenti di danno erariale delle Procure»
Di Roberto Urizio

TRIESTE. Nessuno stop all’inchiesta sui rimborsi “facili”. Il procuratore regionale della Corte dei Conti, Maurizio Zappatori, allontana ogni ipotesi di chiusura delle indagini dopo l’approvazione, da parte della Sezione Autonomie della magistratura contabile, delle linee guida sul tema del controllo sulle spese dei gruppi consiliari a livello nazionale. «Si tratta di un documento che si rivolge alle Sezioni regionali di controllo, non alle Procure o alle Sezioni Giurisdizionali delle Regioni che lavorano su binari paralleli», sottolinea Zappatori.

La delibera approvata in sede centrale dalla Sezioni Autonomie fornisce indicazioni operative alle Sezioni di Controllo regionali in merito al decreto del governo, approvato l’11 ottobre 2012 e convertito in legge il 7 dicembre, che assegna agli organi di controllo il compito di verificare i rendiconti inviati dai gruppi consiliari, i quali dovranno inviare alle Sezioni di Controllo regionali il documento entro 20 giorni dalla chiusura dell’esercizio; a sua volta la Sezione di Controllo dovrà esprimersi sulla regolarità dei rendiconti entro altri venti giorni. Una norma che, peraltro, vale per le Regioni a statuto ordinario e che in Friuli Venezia Giulia dovrebbe essere recepita per poter entrare in vigore, cosa che non è stata fatta dal Consiglio regionale visto che ci troviamo a fine legislatura e che pende un ricorso della Regione sullo stesso decreto, anche se per questioni di tagli alle entrate tributarie regionali contenute in quella normativa del governo Monti. In ogni caso c’è un anno di tempo per recepire il decreto e la scadenza è fissata a ottobre. Tuttavia, se anche il decreto fosse già stato recepito nella nostra regione, assicura Zappatori, l’inchiesta che la Corte dei Conti sta portando avanti, parallelamente a quella della Procura della Repubblica, non sarebbe in alcun modo toccata.

La delibera della Sezione Autonomie dice che il controllo previsto dal decreto deve essere effettuato per i bilanci dei gruppi consiliari a partire dal 2012, anno di entrata in vigore della norma. In sostanza, le Sezioni di Controllo visioneranno i rendiconti dal 2012 in poi ma le inchieste in corso (non c’è solo il Friuli Venezia Giulia coinvolto nella caccia ai rimborsi facili) andranno avanti per la loro strada. «Fino all’anno scorso le Sezioni di Controllo non avevano il compito di verificare i bilanci dei gruppi nei Consigli regionali, – spiega Zappatori –. Di qui l’indicazione di partire con questa nuova attribuzione dal momento dell’entrata in vigore del decreto. Ma la delibera della Sezione Autonomie non riguarda assolutamente il lavoro delle Procure e delle Sezioni Giurisdizionali». L’attività delle Procure, aggiunge Zappatori, «è relativa all’accertamento di danni erariali. Nel momento in cui riceviamo notizie in questo senso, verifichiamo se questo danno effettivamente è stato procurato da parte di amministrazioni pubbliche o da parte di privati che hanno ricevuto soldi pubblici». Un’attività quindi non attinente a quelle delle Sezioni di Controllo che, ricorda Zappatori, «non hanno potestà sanzionatoria» ed eventualmente possono segnalare alla Procura situazioni di potenziale danno erariale. Se quindi l’inchiesta attualmente in corso ha mosso i primi passi da indiscrezioni giornalistiche, un domani eventuali segnalazioni di un uso “allegro” dei rimborsi potrebbero arrivare da un ufficio all’altro della stessa Corte dei Conti, ovvero dalla Sezione di Controllo alla Procura regionale, con eventuali sanzioni decise dalla Sezione Giurisdizionale.

Quanto alle indagini in corso, «è tutto come prima», torna a precisare il Procuratore regionale, sottolineando come l’unico limite previsto «sono i cinque anni dopo i quali scatta la prescrizione».

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