Fondi regionali al mondo dell’esodo, Istriani “pigliatutto” de’ Vidovich a secco

Una somma pari a 320 mila euro è il finanziamento dato anche quest’anno dalla Regione Fvg alle varie associazioni del mondo dell’esodo. Nel prospetto di quest’anno risaltano i fondi destinati all’Unione degli istriani, il singolo contributo più corposo, e la scomparsa delle associazioni di Renzo de’ Vidovich, dovuta a un inghippo da coronavirus.
Andiamo con ordine. I 320 mila euro sono stati ripartiti tra le associazioni in base ai soliti criteri. Il contributo più alto, oltre 59 mila euro, va all’Unione degli istriani, sodalizio presieduto da Massimiliano Lacota: sigla con un ricco bacino di iscritti soprattutto in città, era in buoni rapporti con l’amministrazione Serracchiani, mentre ora si è avvicinata al Carroccio.
È suddivisa invece in tre diversi contributi la somma destinata all’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd), destinata ai tre comitati locali del sodalizio: Trieste, Gorizia e Udine. Il comitato triestino ottiene oltre 18 mila euro, quello isontino oltre 17 mila, quello friulano 15 mila. In tutto la sigla guidata da Renzo Codarin ottiene oltre 51 mila euro in Friuli Venezia Giulia. In realtà la somma destinata a quest’area, espressione un tempo del sentire democristiano del mondo esule, è più ampia: sono collegate all’Anvgd infatti il Centro di documentazione multimediale della Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata, destinatario di un contributo da quasi 42 mila euro, e la stessa Federesuli, cui vanno oltre 12 mila euro. La galassia dell’Anvgd, quindi, resta il primo destinatario dei fondi regionali.
Al secondo posto per singola donazione troviamo invece la terza sigla principale dell’esodo, l’associazione delle Comunità istriane. Il neovicepresidente della sigla, Bruno Marini, commenta: «Siamo moderatamente soddisfatti dal riparto dei fondi e dal fatto che siano già arrivati - dice -. La cifra complessiva di 320 mila euro, però, è ferma ormai da anni e spero venga adeguata in sede di finanziaria». Marini sottolinea come i fondi regionali siano «vitali» per le associazioni: «Quelli statali sono soggetti a perenni ritardi e problemi burocratici».
Marini riprende così un tema già esploso nel 2019, quando la regione ridusse di 50 mila euro l’importo destinato alle sigle. Ai tempi l’assessore competente Tiziana Gibelli aveva promesso anche una revisione completa del regolamento per la distribuzione dei fondi, proposito poi sopravanzato dalle urgenze pandemiche.
C’è però anche chi non è riuscito a partecipare al bando. Il presidente della Fondazione Rustia Traine e del Libero Comune di Zara in Esilio Renzo de’ Vidovich spiega perché quest’anno le associazioni sono assenti dalla lista dei beneficiari: «Purtroppo avevamo mezzo direttivo in Dalmazia per organizzare delle iniziative, per cui ci son mancate le persone fisiche necessarie a compilare la domanda nei tempi richiesti dalla Regione. L’abbiamo presentata, infine, ma è stata respinta».
Il rappresentante dei dalmati se ne fa una ragione: «Parliamo comunque di poche migliaia di euro non fondamentali per il nostro bilancio. Anche per questo non siamo ricorsi al Tar, per quanto ci fossero gli estremi». —
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