Forza Italia avverte: Candidato sindaco? No a fughe in avanti

GRADO
Forza Italia si smarca dall’accordo elettorale emerso con il “patto delle Terme”, che vede il civico Claudio Kovastch al fianco del centrodestra, e richiama gli alleati in Regione sul peso specifico. A farlo è il coordinatore provinciale nonché capogruppo in Consiglio regionale, Giuseppe Nicoli, avanzando delle perplessità in particolare sul nome del candidato sindaco, ancora da decidere, ma anche riguardo alcuni veti che riguarderebbero nomi proposti da altre liste. È risaputo che a Grado l’esponente forzista Roberto Marin sia perplesso davanti al nome di Kovatsch e del gruppo che lo sostiene. «Vorrei far chiarezza su alcune voci che mi son giunte in riferimento al fatto che una parte del centrodestra gradese abbia dato il via libera alla candidatura a sindaco di Kovatsch, già commissario del comune di Grado nominato dalla allora presidente Regionale Serracchiani», mette le mani avanti Nicoli. E aggiunge: «Forza Italia, che alle ultime consultazioni regionali a Grado ha superato il 20% non è stata interpellata in tal senso; nemmeno il responsabile di Grado, il consigliere comunale Marin».
Il forzista Nicoli vorrebbe discutere anche di contenuti programmatici e nei prossimi giorni incontrerà Roberto Marin e la coordinatrice regionale Sandra Savino per definire una linea di condotta da condividere con gli alleati. A questi Forza Italia sempre per bocca di Nicoli dice «che fughe in avanti non aiutano a trovare la quadratura del cerchio nell’interesse della città. Grado ha bisogno di uscire dell’isolamento in cui si trova e non ingessata da personalismi e posizioni precostituite». Sui temi per la città Nicoli anticipa che Forza Italia dà garanzie di una lista forte, professionale ed estremamente dinamica, composta da uomini e donne di Grado, liberi e rappresentativi dei vari aspetti.
E in conclusione la considerazione politica su quanto Grado, secondo i berlusconiani, sta vivendo: «Oggi purtroppo a causa di questa amministrazione comunale fortemente ideologica di sinistra ed estrema sinistra, Grado rischia la chiusura per fallimento. Per quanto ci riguarda manterremo ferma la barra sul centrodestra, arginando al nostro interno qualsiasi deriva di avvicinamento a un mondo idealista e di sinistra». —
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