Fra 2016 e 2017 un mese nel segno del tartufo con il locale “a tempo”

Nella vita del presunto pusher Paolo Pironti, avvocato che tuttavia non esercita la professione, c’è stata una brevissima parentesi nel mondo della ristorazione, dedicata in particolare al tartufo.
Con la moglie quattro anni fa aveva preso in locazione dalla Camera di commercio della Venezia Giulia gli spazi dell’ex Expo Mittelschool di via San Nicolò 5, ai piedi di palazzo Dreher, ora in fase di ristrutturazione. A cavallo tra il 2016 e il 2017, per appena un mese e qualche giorno, la coppia vi aveva aperto un temporary restaurant con il fine di diffondere la cultura del tartufo bianco mediante la realizzazione di molteplici iniziative tematiche. Così si legge nella copia del contratto dell’epoca. Conduttore dell’accordo era “Mr. Truffle Italia”, così si chiama infatti la società avviata proprio in quel periodo a nome della moglie di Pironti, con cui l’ente camerale aveva stipulato il contratto di affitto. L’impresa, dedita al commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, però, dopo quell’exploit, non sembra aver svolto altre operazioni, seppur risulti ancora attiva. In quel breve lasso temporale di quattro anni fa – era inverno ovvero uno dei periodi in cui viene solitamente raccolto il fungo pregiato – Pironti e moglie avevano proposto alla città una serie di piatti a base di tartufo, accompagnati anche da pregiate etichette di vino. Il 47enne si occupava di coordinare l’intera operazione, mentre la moglie controllava il servizio, proponendo anche piatti vegani e senza glutine. Insomma, un progetto di alto profilo, che poi avrebbe dovuto ampliarsi come un vero e proprio brand, con aperture a Monaco di Baviera, Milano, Barcellona e Berlino. Ma su questo non è dato sapere se poi effettivamente ci sia stato un seguito. —
B.M.
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