Fra scoramento e orgoglio «È stato brutto sentirsi dire che il tuo lavoro è superfluo»

Le insegnanti tengono duro e investono sulle piattaforme internet: «Dobbiamo stimolare la curiosità dei ragazzi e ripartire al più presto» 

le testimonianze



Dalla ristorazione ai bar, fino al settore sportivo e la cultura. Il mondo dello spettacolo costretto a chiudere mette le scuole di danza tutte sullo stesso piano. «Sono state colpite tante categorie in generale – dice Francesca Faraone, direttrice delNuovo Centro Danza di Monfalcone –. Dispiace aver dovuto chiudere, ci eravamo attrezzati per garantire ai nostri allievi di danzare in sicurezza e avevamo rifatto anche l’impianto di areazione. Non mi sento di giudicare le decisioni prese dal governo. Però non è bello sentirsi dire che la propria attività lavorativa non è essenziale, ma capisco il tentativo di far spostare meno persone possibili. Preferisco quindi trovare un altro modo per continuare a lavorare e per offrire un servizio a bambini, ragazzi e adulti piuttosto che protestare. Speriamo che questa situazione non duri troppo a lungo».

Questa volta le scuole di danza, colte impreparate dalla prima ondata, si sono subito attrezzate per offrire lezioni a distanza ai propri allievi e sostenere i ragazzi e le loro famiglie in un momento molto difficile. Hanno dunque subito adottato la cosiddetta DAD all’indomani del decreto legge del 26 ottobre, ma sperano di poter ritornare quanto prima in sala a fare lezione in presenza. Succede un po’ per tutte, con nella Bisiacaria presenti anche Ily dance a Monfalcone e The lab di Staranzano.

Zoom, Skype, Google Meet sono le piattaforme prevalentemente usate dalle Asd dell’Isontino per erogare lezioni di circa un’ora per tutte le fasce di età: dai bambini delle elementari agli adulti. Le scuole hanno dovuto ripensare ovviamente la tradizionale lezione di danza in base agli spazi casalinghi che sono ben diversi da quelli di una sala da ballo. Alla danza molte scuole stanno aggiungendo esercizi di addominali, stretching, pilates, sbarra a terra e altre discipline che possono aiutare il ballerino ad allenarsi e a mantenersi in forma in uno spazio più ristretto. «Ora sappiamo come attrezzarci e credo che dobbiamo continuare con l’attività online – afferma Doriana Comar, direttrice del Cenacolo Arabesque di Ronchi dei Legionari –. Alcune volte organizzerò anche dei collegamenti con altri insegnanti esterni alla scuola per cercare di stimolare la curiosità dei ragazzi e per approfondire anche alcuni concetti teorici che a volte vengono trattati poco a lezione. Ce la faremo anche questa volta». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo