Fra un mese matrimoni civili alla Coronini Istituito l’ufficio di stato civile “esterno”

Slittano le unioni alla Transalpina. Ziberna: «Scogli da superare ma l’intenzione è di sfruttare anche quest’area simbolo»



Lo scoglio burocratico è stato superato. E, «entro un mese», l’annuncio del sindaco Rodolfo Ziberna, ci si potrà sposare civilmente nei locali e nel giardino dell’incantevole palazzo Coronini.

La giunta comunale ha appena approvato la delibera che istituisce l’ufficio di stato civile “esterno” alla Fondazione Parco Coronini. Tutto nasce dalla disponibilità di quest’ultima istituzione (di cui il sindaco è presidente) di manifestare l’interesse a concedere in comodato d’uso gratuito al Comune di Gorizia «idonei locali all’interno di palazzo Coronini Cronberg e delle sue pertinenze ove celebrare i matrimoni civili al di fuori del municipio». A quel punto, nelle more di quanto previsto dall’articolo 3 del Dpr 396/2000 inerente il nuovo ordinamento dello Stato civile, si è deciso di mettere in moto l’iter per palazzo Coronini «trattandosi di struttura di particolare pregio storico, architettonico, ambientale e artistico mediante l’istituzione - si legge nella delibera - di un separato ufficio dello stato civile nei locali di proprietà privata che sono “nella disponibilità giuridica del Comune”».

Superato questo ostacolo, dunque, il progetto è entrato nel vivo. Soddisfatto il sindaco Ziberna che evidenzia come sono 3 le location che si potranno scegliere: il pianoterra, il primo piano e il giardino. «Entro un mese saremo pronti. Palazzo Coronini - annota - racchiude nella sua storia l’essenza dello spirito mitteleuropeo che contraddistingue il territorio goriziano, configurandosi come uno dei siti storico-artistici più importanti della regione».

La celebrazione dei matrimoni nella nuova sede “decentrata” avrà luogo solo ed esclusivamente in orari e giorni che i nubendi dovranno concordare direttamente con l’ufficio di stato civile «nel rispetto degli orari dei dipendenti comunali addetti al servizio». La delibera stabilisce anche l’ammontare della tariffa che è di 150 euro: somma che coloro che vogliono sposarsi dovranno corrispondere al Comune - si legge nella delibera - «per l’utilizzo dell’ufficio di stato civile esterno che include il costo del personale necessario per l’espletamento del servizio».

Più lunga, invece, la strada che porta alle celebrazioni nella piazza della Transalpina, «ma si tratta - spiega il primo cittadino - di meri tecnicismi da superare. Ormai, la decisione è presa. Anche il luogo-simbolo ospiterà le unioni civili». Non si potrà, però, occupare il mosaico centrale perché è considerato monumento. Dovrà essere realizzato un gazebo, sulla parte italiana della piazza, con determinate caratteristiche. «Elaboreremo uno studio per individuare due o tre tipologie di struttura, poi magari faremo una gara. Altra questione: c’è la possibilità che gli invitati possano creare, loro malgrado, problemi al traffico e, perciò, che necessiti la Polizia locale. Insomma, bisogna regolamentare tutto per bene e questo richiede ancora un po’ di tempo». —



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