Fratelli d’Italia chiede risposte sulla gestione del Narodni Dom

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Claudio Giacomelli, ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore competente sulle minoranze linguistiche, Pierpaolo Roberti, per «conoscere le intenzioni dell’amministrazione regionale in merito alla gestione delle sedi degli ex Narodni Dom di Trieste».
Nello specifico, a proposito del processo di restituzione alla Comunità slovena dell’ex Narodni Dom di via Filzi, Fdi credeva «che si trattasse di una vicenda conclusa da decenni, almeno da quando l’edificio è diventato prestigiosa sede universitaria. All’interno della scuola interpreti ci sono già spazi riservati alle attività slovene».
Fdi ricorda inoltre che la Regione ha già stanziato oltre 3 milioni di euro per il recupero di un altro ex Narodni Dom, quello di San Giovanni, e sostiene che «tra il 1957 e il 1964 a titolo di risarcimento per l’incendio di via Filzi lo Stato italiano rimborsò alla Comunità slovena 500 milioni di lire». Si tratta in realtà di una vecchia storia. Di «restituzione di beni immobili» si parla all’articolo 19 della legge 23 del 2001, sulla tutela della minoranza slovena. E sul tema da anni è in corso un dialogo tra le parti (in primis Regione, Comunità slovena e Units). A dicembre l’assessore regionale al Patrimonio Barbara Zilli, come accennato anche da Fdi, aveva presentato il progetto di recupero per la struttura di San Giovanni. Nell’occasione si era parlato pure di via Filzi: «Nel 2019 - aveva detto Zilli - troveremo le risposte adeguate che servono per riconsegnarlo alla città e alla comunità slovena». Una delle ipotesi per il futuro potrebbe essere infatti quella di crearvi un luogo dedicato a tutte le comunità cittadine. —
Li.Gor.
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