Fumolo: «Si vuole una completa resa sul fronte Terme»

Il segretario Dem replica alla nota del centrodestra  e contesta le promesse sul fronte economico sostenendo che il Comune si impoverirà

GRADO

«Ciò che la Regione vuole non è la sottoscrizione di un accordo ma la firma di una resa incondizionata». Lo afferma il segretario del Circolo Pd di Grado, Rudy Fumolo, riferendosi alle nuove Terme Marine, con una nota con la quale sottolinea che firmare sarebbe «una rinuncia a qualunque pretesa sui propri beni in cambio della promessa di future ricadute socio-economiche».

L’intervento di Fumolo è la replica alla nota del centrodestra e di Kovatsch e proprio per questo afferma che è ovvio che il centrodestra sia in grado di risolvere la questione in pochi mesi: «basta accettare quanto richiesto dall’assessore regionale, in pratica si mette in mano l’economia comunale ad altri soggetti, forse solo privati, senza garanzie di nessun tipo riguardo le ricadute per l’economia locale e nemmeno per il personale attualmente Git che di fatto dovrebbe andar a presentarsi al nuovo soggetto per chiedere di essere assunto».

Fumolo apre una parentesi per ricordare inoltre che la Regione ha in mano sostanzialmente tutta la partita delle concessioni per cui già ora Grado ha poche armi di negoziazione: «se firmassimo l’accordo non ne avremmo nessuna». Il Pd come vede allora la questione delle Terme Marine o del Polo Termale che dir si voglia? Al centro del ragionamento, così spiega sempre il segretario dem gradese, viene posta sicuramente la nuova struttura del polo termale ma in modo che possa inserirsi nell’esistente. «Non vogliamo di certo portarci in casa un cavallo di Troia che nei fatti azzera l’esistente, non dà garanzie di carattere socio-economico e che alla fine potrebbe diventare una sorta di isola nell’isola in cui tutto si svolge al suo interno, con personale assunto non appartenente al nostro tessuto territoriale che avrebbe l’unico effetto di impoverire e comprimere il salario dei lavoratori stagionali». —

AN. BO.

Riproduzione riservata © Il Piccolo