Fumolo torna sulla Git: «Il demanio compete alla Regione, si attivi»
GRADO
Riguardo la querelle sui canoni demaniali nata per il fatto che i consiglieri comunali Sebastiano Marchesan e Claudio Kovatsch avevano suggerito al Comune di rateizzarli, il segretario del Pd gradese, Rudy Fumolo oltre a dire che dipendeva tutto dalla Regione ha legato il discorso alla Git e alle Terme Marine. In replica al segretario del Pd locale, Marchesan e Kovatsch avevano indicato le leggi che consentono al Comune che si occupa della questione incassando quanto dovuto e che il termine di scadenza era la fine di novembre anziché il 15, ricordando anche che il Comune di Monfalcone li ha ridotti del 50 per cento.
Ora l’ulteriore controreplica di Fumolo: «Vale la pena di ricordare che molte norme riguardo all’impossibilità di pagare per cause di forza maggiore sono già presenti nel codice civile, quindi chi ha necessità può avvalersi di queste norme». E continua a parlare invece degli altri temi, affermando che i due consiglieri si preoccupano anche dei 190.000 euro che la Git deve versare per il canone demaniale, non spiegando, però, nulla sulla loro posizione rispetto alla possibilità che la Git perda parte della spiaggia attualmente in concessione, cosa che sicuramente ha un impatto notevole sull’economia cittadina. «Sicuramente può dar fastidio a più di qualcuno – dice Fumolo – ricordare che il Piano di utilizzazione del Demanio marittimo, cioè il documento in cui si individua la destinazione delle varie aree demaniali, ovvero quelle da dare a enti pubblici e assimilati e quelle da dare ai privati, è fatto dalla Regione con una semplice delibera regionale, quindi il potere dell’ente in materia demaniale è molto forte». «Noi per parte nostra – conclude – non ci facciamo sviare da quella che è la sostanza della questione più che dalla forma, cioè la possibilità del Comune di Grado, chiunque sia chi vincerà le prossime elezioni, di aver voce in capitolo sulle scelte che riguardano l’economia dell’isola, polo termale in primis».
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