Il feretro dell'assessore Giorgio Rossi. Foto Bruni
Il feretro dell'assessore Giorgio Rossi. Foto Bruni

L’abbraccio di Trieste all’assessore Giorgio Rossi: fila fuori dalla camera ardente in Municipio

Fino alle 11.15 la camera ardente nell’Aula del Municipio, alle 12 la cerimonia in Cattedrale officiata da don Malnati: poi l’ultimo viaggio verso il cimitero di Opicina

Laura Tonero

Da pochi minuti, nella sala del Consiglio comunale, è stata aperta la camera ardente per dare la possibilità ai cittadini e alle autorità di rendere omaggio all’assessore Giorgio Rossi. Accanto al feretro c'e il figlio Alessandro.

Il figlio Alessandro accompagna il feretro del padre Giorgio. Foto Bruni
Il figlio Alessandro accompagna il feretro del padre Giorgio. Foto Bruni

Il primo a lasciare un pensiero sul libro firme posto accanto al feretro è stato il sindaco Roberto Dipiazza: «Grazie Giorgio per avermi voluto bene come un fratello. Non ti dimenticherò mai», ha scritto.

La dedica lasciata dal sindaco Dipiazza: «Grazie Giorgio per avermi voluto bene come un fratello. Non ti dimenticherò mai». Foto Tonero
La dedica lasciata dal sindaco Dipiazza: «Grazie Giorgio per avermi voluto bene come un fratello. Non ti dimenticherò mai». Foto Tonero

Tra i primi a porgere le condoglianze alla famiglia anche il vicepreside della giunta regionale Riccardo Riccardi, l'assessore regionale Alessia Rosolen, il presidente del Consiglio comunale Francesco Panteca e i componeti della giunta.

Il sindaco Dipiazza nell'abbraccio con gli assessori Alberto Polacco e Salvatore Porro. Foto Bruni
Il sindaco Dipiazza nell'abbraccio con gli assessori Alberto Polacco e Salvatore Porro. Foto Bruni

Già dalle 8.30 alcuni cittadini all'esterno del Municipio attendevano di poter rendere omaggio a Rossi. La camera ardente resterà aperta fino alle 11.15. Poi il feretro verrà trasferito a San Giusto dove nella cattedrale don Ettore Malnati celebrerà il funerale.

I cittadini si recano nella sala del Consiglio comunale per l'ultimo saluto a Rossi. Foto Lasorte
I cittadini si recano nella sala del Consiglio comunale per l'ultimo saluto a Rossi. Foto Lasorte

Già centinaia le persone in fila. Tra loro molti dipendenti comunali, semplici cittadini toccati dalla scomparsa di Rossi, esponenti della maggioranza e dell'opposizione e rappresentanti del mondo della cultura.

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Il programma

La camera ardente è stata allestita nella sala del Consiglio comunale su espresso desiderio del sindaco Dipiazza e d’intesa con la famiglia. I triestini e le autorità che desiderano rendere omaggio alla sua figura possono recarsi nel Palazzo del Municipio fino alle 11.15 del mattino. In aula sono presenti il Gonfalone della città di Trieste e gli agenti della Polizia locale in alta uniforme.

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Chiusa la camera ardente, il feretro verrà scortato da piazza Unità su fino al colle di San Giusto, in cattedrale, per l’ultimo addio. I funerali avranno inizio alle 12: per l’occasione, la messa sarà celebrata da don Ettore Malnati.

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Al termine della funzione religiosa, l’assessore compirà il suo ultimo viaggio verso il cimitero di Opicina, dove Rossi troverà per sempre riposo.

Chi era Giorgio Rossi

Settantotto anni, nato a Umago, perito edile, Rossi come assessore comunale attualmente deteneva le deleghe alla Cultura e al Turismo, ma il suo percorso in politica era iniziato nei primi anni Duemila. Moderato di centrodestra, simpatizzante di Forza Italia, era diventato la vera colonna portante della Lista Dipiazza.

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Nel 2001, nella prima giunta dell’attuale sindaco, gli era stato assegnato l’assessorato ai Lavori pubblici, il suo vero cavallo di battaglia, quello dove più di altri aveva dimostrato vera competenza. Nel secondo mandato di Dipiazza aveva guidato l’assessorato all’Educazione. Dopo un passaggio nel consiglio provinciale mentre a guidare il Municipio c’era Roberto Cosolini, dal 2016 era tornato a sedere in giunta comunale, fino a oggi, sempre come braccio destro di Dipiazza, con delega allo Sport, al Turismo, alla Cultura.

Appassionato di sport, juventino sfegatato ma con il cuore anche alabardato, quando i bianconeri giocavano contro l’Udinese non mancava un appuntamento allo stadio. Tra i suoi interessi c’era anche la storia.

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