Furlan saluta Romans dopo 24 anni «Lascio un municipio in piena salute»

Il sindaco finisce il suo secondo mandato, non intende tornare in Comune ma non mollerà la politica: «Impostati il progetto del museo, il recupero della polveriera e la sede della nuova Protezione civile»
Bumbaca Gorizia 11_09_2020 conf stampa Diego Moretti e Davide Furlan sindaco di Romans © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 11_09_2020 conf stampa Diego Moretti e Davide Furlan sindaco di Romans © Foto Pierluigi Bumbaca

/ Romans

Il progetto multimediale da 550 mila euro del Civico museo archeologico di Romans nella riqualificata Casa Candussi-Pasiani, il recupero dell’ex polveriera e la trasformazione dell’ex cinema Impero in sede della Protezione civile di distretto. Sono i tre interventi principali a cui dovrà lavorare il prossimo primo cittadino di Romans.

Sindaco Davide Furlan, è in Comune dal 1997, prima come assessore, poi come primo cittadino. E adesso, finito il secondo mandato?

Basta. Passo la mano. A Romans non ho intenzione di candidarmi. È giusto che vadano avanti gli altri. Perché c’è gente che è pronta e preparata per raccogliere il testimone.

Neanche come consigliere comunale?

No, non condivido quelli che escono da sindaco e rientrano da assessore o consigliere. In 24 anni, se dovevo dire qualcosa, avevo tutto il tempo per dirlo.

Quindi esce dalla scena politica?

La politica è una passione. Resterà. Non ci sono scadenze immediate, quindi non ci sono programmi. Per ora torno al mio lavoro di commercialista revisore e mi sto dedicando anche all’insegnamento. Il tempo è bello pieno.

In questi due mandati, quale è stata la soddisfazione maggiore?

Ne abbiamo avute parecchie. Grossomodo abbiamo centrato quasi tutti gli obiettivi. Qualcuno realizzato completamente, qualcuno in fase di realizzazione e in più abbiamo già impostato il lavoro per il prossimo mandato. Una cosa che mi ha segnato è stata nel 2015 la gestione dei richiedenti asilo. Ci siamo trovati ad inventarne una e l’aria che tirava era infuocata, ma abbiamo tenuto la barra dritta e a distanza di 6 anni possiamo dire che avevamo ragione. Abbiamo 16 ragazzi che si sono perfettamente integrati e un Cas che è diventato grossomodo uno Sprar perché 15 ragazzi su 16 hanno trovato lavoro.

Il rimpianto più grande?

Rimpianti? No. Anzi sono stati anni in cui ho avuto la fortuna di potermi spendere anche a livello sovracomunale, adesso come presidente dell’Ausir regionale, prima come vicepresidente dell’Uti.

Neanche il Centro Alzheimer?

Quello più che un rimpianto è stata una sconfitta per tutto il territorio. All’epoca abbiamo avuto il coraggio di metterlo in piedi con la collaborazione di tutti. Il fatto che non si sia dato seguito a quel centro, non vuol dire che sia decaduto il progetto. Noi siamo stati comunque attivi. L’assessore competente ha portato avanti il progetto “Andemo” che, per ovvi motivi, quest’anno si è bloccato, ma ha mantenuto un filo diretto con le famiglie e con i malati e quando si ricomincerà a parlare delle progettualità del centro diurno alla “Culot” di Gorizia noi ci saremo.

A proposito di ruoli sovracomunali. È stato visto un po’ come il capopopolo dei sindaci del centrosinistra nei casi delle società partecipate. Cosa dice?

Lì c’è una preoccupazione forte. Irisacqua e Isontina Ambiente, più che Apt, sono due gioiellini realizzati negli anni con l’apporto di tutti, a prescindere dal colore politico. Adesso queste società vengono utilizzate come banco per prove di forza politiche e non è il massimo. Sono preoccupato perché i servizi di rifiuti e acqua incidono direttamente sulla pelle del cittadino.

Torniamo su Romans, è sempre stata una roccaforte della sinistra, ma 5 anni fa la vittoria è arrivata con uno scarto di soli 150 voti. È cambiato qualcosa in questi anni?

L’aria è cambiata per tutti, ma 5 anni fa venivamo fuori dalle polemiche sui migranti. Spero che il lavoro paghi. A Romans in questi anni abbiamo investito milioni in interventi strutturali e in investimenti, abbiamo messo in piedi servizi di prim’ordine da quelli scolastici, alla digitalizzazione della Pa, dai servizi ambientali alle politiche giovanili. Gli investimenti sono stati grossomodo tutti centrati. Spero che i cittadini lo percepiscano. Se poi si vuole cambiare per cambiare l’abbiamo già visto da qualche parte.

Si candiderà l’attuale vicesindaco Michele Calligaris...

Di ufficiale non c’è niente. Una buona parte di assessori e consiglieri ha dato disponibilità a proseguire. Quindi da quella squadra si partirà. Si stanno contattando persone attive nel volontariato e nell’associazionismo e i giovani. Si sta lavorando. Il nome verrà fatto nei prossimi mesi.

Con i concittadini come è il rapporto?

Buono. Anche con le associazioni, con quasi tutte ho un ottimo rapporto. Poi è chiaro che amministrando si fanno scelte e le scelte non accontentano tutti e certe volte vai in contrasto con qualcuno, però penso che nessuno possa dire che non si sia cercato di amministrare per il bene di tutti. Non abbiamo fatto scelte di parte.

Con la chiusura delle palestre le associazioni però si sono arrabbiate.

Sono ancora in fibrillazione per questa scelta. Ma ci sono interessi superiori da tutelare. Fedriga ha chiuso le scuole e gli do ragione perché non siamo nelle condizioni di riaprire tutto. A Romans abbiamo avuto circa 180 contagiati. Siamo uno dei comuni peggio messi in provincia. Solo a dicembre ne abbiamo avuti una novantina e attualmente avremmo una sessantina di positivi. Bambini e ragazzi, anche se non hanno problemi, diventano un veicolo di contagio e possono essere pericolosi per la famiglia. Ricordo che abbiamo avuto 5 decessi per Covid. —

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