Furto in gioielleria, condannati in tre

Imputati un uomo e due donne. Patteggiate pene di quasi tre anni e multe per 600mila euro
Bumbaca Gorizia 01.02.2008 Tribunale in disarmo - Foto di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 01.02.2008 Tribunale in disarmo - Foto di Pierluigi Bumbaca

Un anno fa avevano rubato preziosi per un valore di 55mila euro in una gioielleria di via Roma, ora hanno patteggiato una pena dagli 11 mesi a un anno.

Si tratta di tre ladri - un veneziano e due donne residenti a Sesto San Giovanni, rom di etnia sinti - giunti a Monfalcone per fare il colpo grosso.

Vi erano riusciti, ma sono stati anche individuati e mandati a processo.

Demis Di Colombi, 23 anni, di Zelarino, centro in provincia di Venezia, ha patteggiato la pena a 11 mesi di reclusione e 200 euro di multa; Jessica Huier, 27 anni, e Bernadette Monica Veiss, di 26, entrambe di Sesto San Giovanni, hanno invece concordato con il pubblico ministero Martorelli una pena a un anno e 200 euro di multa.

I fatti risalgono al marzo dello scorso anno. La prima a entrare nel negozio di via Roma era stata la Veiss.

Elegante, con fare gentile, aveva chiesto di visionare alcuni preziosi. Poco dopo erano entrati gli altri due sinti, una coppia apparentemente distinta che aveva finto di non conoscere la prima cliente. La Veiss era interessata a un bracciale d’oro per una prima comunione, la coppia a un gioiello per un regalo. Sul bancone quindi erano stati aperti diversi rotoli contenenti anelli con pietre preziose e diamanti e monili d’oro.

Dopo l’uscita dei clienti, tanto abili da non lesinare nemmeno sull’acconto lasciato in attesa di tornare a ritirare gli oggetti da loro scelti, l’amara scoperta del commerciante: dal negozio erano spariti 40 anelli in oro bianco o giallo e 55 bracciali pure in oro per un valore complessivo di 55mila euro

Le prime indagini sono partite dalle immagini registrate dalle telecamere in cui si notavano i tre che abilmente cercavano di non farsi riprendere. Pur nascosti da vistose sciarpe o grandi occhiali, gli uomini della Squadra mobile e della Scientifica erano riusciti a identificare i ladri.

Dopo laboriose sono state le ricerche in tutta Italia, gli agenti nel maggio scorso arrestavano Di Colombi in un campeggio di Trento e le due donne, nel frattempo in stato di gravidanza in un campo nomadi di Cadoneghe.

Su richiesta della Procura delle Repubblica venivano arrestati. Di Colombi è rimasto ai domiciliari fino al marzo scorso quando il giudice aveva revocato la custodia cautelare.(fra.fem.)

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