Futura: piano per le ciclabili e il ritorno del Giro d’Italia

l’iniziativa
Riportare il Giro d’Italia a Trieste è la proposta, provocatoria, che Futura lancia sul tema della mobilità. La civica vuole inoltre mettere a punto un piano generale per la ciclabilità, allo scopo di collegare tra di loro gli spezzoni di pista attualmente esistenti creando un unico circuito, e organizzare un grande evento cicloturistico per attrarre sportivi e ciclisti amatoriali di Italia, Austria, Slovenia e Croazia.
«L’amministrazione guidata da Roberto Dipiazza ha inserito un bici-plan nel Piano urbano mobilità sostenibile (Pums) – ha dichiarato il consigliere comunale Roberto De Gioia durante una conferenza stampa in Porto vecchio –. Ma nei fatti, sono riusciti a realizzare 265 metri di pista ciclabile in 5 anni, davanti al Centro congressi. Quella di viale Miramare è piena di buche; per rimettere a posto la Cottur hanno dovuto alzare la voce i cittadini. Hanno fatto il bike sharing senza piste ciclabili».
Il candidato sindaco Franco Bandelli ha illustrato le già citate proposte di Futura, commentando: «La città a volte ha la memoria corta. La giunta Illy fece la pista sul marciapiede parallelo a Barcola: ne vediamo le conseguenze. Cosolini la fece passare per Campo Marzio, mettendo a rischio la sicurezza dei ciclisti. Ma soprattutto, dobbiamo chiedere scusa per il comportamento del sindaco Dipiazza, che nel 2009 prese letteralmente a calci il Giro d’Italia. Trieste ne fu allontanata per cinque anni. Cosolini riuscì a riportarlo nel 2014. Adesso siamo di nuovo senza da 7 anni. Siamo pronti a cospargerci il capo di cenere per riavere il Giro, una delle manifestazioni sportive più amate dagli italiani, e che a Trieste assume un sapore patriottico». —
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