Galliani: «Controviali a nuovo ma non a misura di disabile»

La denuncia del presidente del Rivars che punta il dito sugli scalini che sono comparsi a “confini” con la strada «Bastava una smussatura»

«E ai disabili, chi ci ha pensato?». A chiederselo Claudio Galliani, nostro lettore e presidente del Rivars, il Registro italiano veicoli abitativi e ricreazionali storici. Ha preso carta e penna e ha scritto una sorta di lettera aperta al nostro giornale, untando il dito sui lavori di rifacimento dei controviali. «Sì, mi riferisco al “tormentone”, perché tale si è rivelato, del rifacimento della pavimentazione delle zone pedonali di corso Italia. Certamente, quanto messo in opera è senz’altro esteticamente migliore di quanto c’era prima, ma, a differenza del normale buonsenso, il progettista e chi doveva controllare i lavori non si è accorto di un madornale errore nettamente in contrasto con le norme relative all’abbattimento delle barriere architettoniche. Sì, esistono anche i disabili le cui esigenze vanno considerate con la massima attenzione, ma così purtroppo non è stato».

Galliani entra nello specifico della sua denuncia: «Mentre con la situazione precedente i lavori, gli accessi ai controviali erano “a pari” con il piano stradale, oggi c’è un bel gradino con pericolo di inciampo per gli anziani e praticamente invalicabile da chi è costretto in sedia a rotelle. Non si poteva prevedere uno smusso per dar modo anche a loro di accedere ai controviali senza difficoltà come nella situazione precedente i lavori?».

«Evidentemente - continua il nostro lettore - nessuno ci ha pensato, neppure i responsabili e progettisti comunali per i lavori pubblici che, per primi, avrebbero dovuto pensarci. Chiaramente, la situazione attuale descritta non dovrà né potrà rimanere così e, per riparare, ci saranno ulteriori disagi per i residenti e gli esercizi commerciali ed ulteriori spese inutili che si sarebbero potute evitare soltanto con un minimo di buon senso e mi auguro che questa mia segnalazione possa servire per intervenire subito, almeno nei posti ancora in lavoro onde evitare ulteriori spese inutili di pubblico denaro e disagi per i residenti». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © Il Piccolo