«Gasolio in mare, errore umano»

Sversate oltre 5 tonnellate, 200 uomini impegnati nella bonifica

ALBONA. «A causare l’inquinamento del Canal d’Arsa è stato un errore umano»: lo afferma Denis Vukorepa, direttore dell’Autorità portuale di Fiume che gestisce lo scalo merci di Valpidocchio (Brsica) dove venerdì scorso sono finite in mare oltre cinque tonnellate di gasolio. E la Televisione pubblica, che segue costantemente l’operazione di pulizia della chiazza oleosa sia in mare che lungo la costa, riporta le voci secondo cui l’equipaggio del mercantile libanese Fidelity, all’origine del disastro ecologico, si sarebbe addormentato durante l’operazione di travaso del combustibile dal camion cisterna al serbatoio della nave. Un volta colmatosi il serbatoio, il gasolio sarebbe così finito in mare. Si tratta al momento - va sottolineato - solo di un’ipotesi tutta da verificare per le eventuali pesanti implicazioni sia sul piano della responsabilità penale che del risarcimento danni da pare delle assicurazioni. L’unità, lunga 115,3 metri e della portata di 5.395 tonnellate lorde, rimane comunque ormeggiata al molo in quanto l’ispezione è ancora in corso.

Continua intanto senza sosta l’operazione di bonifica. Quasi tutta la chiazza oleosa è stata rimossa dalla superficie marina e ora si procede alla pulizia meccanica di ogni palmo di costa e di spiaggia del canale. In pratica sulla costa vengono gettati violenti spruzzi d’acqua calda, senza detersivi chimici per non inquinare ulteriormente il mare e danneggiare flora e fauna. In più punti, causa il terreno impervio, i mezzi meccanici non possono intervenire via terra per cui occorre procedere via mare: per questo è stata fatta arrivare un’apposita chiatta galleggiante da Sebenico. Nei punti più critici intervengono le ruspe per asportare e caricare su camion le pietre inzuppate di petrolio. Il gasolio si è appiccicato sulla chiglia delle 300 barche medie e piccole ormeggiate nel canale, che vengono tirate in secca e ripulite nella vicina fabbrica di calce spenta a Ponte sull’Arsa. Nelle operazioni sono impegnati circa 200 uomini dell’azienda Dezinsekcija di Fiume coi suoi battelli spazzamare, vigili del fuoco e l’equipaggio della chiatta. La sindaca del Comune di Arsia Glorija Paliska Bolterstein non nasconde forte preoccupazione per i danni al settore turistico dell’area, e ha invitato gli affittacamere del posto a denunciare i danni: la documentazione che verrà allegata alla richiesta di risarcimento. (p.r.)

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