Generatore di ozono a San Pier riapre la scuola della ceramica

Laura Blasich / SAN PIER
Arriva un generatore di ozono per igienizzare e rendere fruibile la Scuola comunale di ceramica di San Pier anche ai tempi del nuovo coronavirus. Il laboratorio, che lavora in sinergia con la materna e la primaria del paese e con istituti scolastici del resto dell’Isontino, offrendo anche un corso doposcolastico agli alunni dell’elementare Venezian, tornerà quindi in attività, non appena sarà a disposizione il macchinario, mettendosi alle spalle il lungo periodo di chiusura.
Il Comune ha deciso di dotarsi non solo del generatore di ozono professionale, ma anche di una macchina atomizzatrice per sanificare in modo veloce ed efficace lo scuolabus comunale o qualsiasi altro ambiente ne avesse la necessità. Alla Nemo di Sagrado è stata chiesta pure una fornitura adeguata di mascherine e guanti, da destinare ai dipendenti, al servizio di una comunità di nemmeno 2 mila abitanti, ma in cui a venerdì sera i casi di positività al Sars-Cov-2 erano 9, con l’indice di trasmissione del 7,9%, il più alto di tutto il Basso Isontino.
Il sindaco Riccardo Zandomeni, che il Covid-19 lo ha sperimentato di persona, tra aprile e maggio, nell’evitare allarmismi, lancia però un deciso invito alla popolazione a comportamenti responsabili in modo da evitare un peggioramento della situazione. «Io e l’amministrazione comunale stiamo seguendo con attenzione il quadro, siamo in costante contatto con le autorità sanitarie – dice –, le uniche deputate a fornire dati sull’andamento dell’epidemia. Certo è che se la situazione peggiorasse mi troverò a dovermi confrontare con l’Azienda sanitaria e il prefetto per valutare eventuali misure e azioni di prevenzione straordinarie, qualora se ne ravvisi la necessità». A venerdì sera, stando anche ai dati riportati dalla Protezione civile regionale, i soggetti positivi erano 9, di cui una consistente quota relativa allo stesso nucleo familiare. «Rispetto a qualche giorno fa abbiamo rilevato un incremento – afferma il sindaco –, ma che non giustifica allarmismi di sorta». A preoccupare il Comune è però un atteggiamento sempre più diffuso di sottovalutazione che genera «un’estrema leggerezza nell’adozione delle precauzioni per il contenimento del virus: in primis la distanza di sicurezza interpersonale, il divieto di assembramenti e l’obbligo della mascherina all’interno dei locali». «L’emergenza, però, non è finita e dovremmo ricordarcelo tutti», conclude Zandomeni. —
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