Gherghetta nomina l’assessore Tomsic: «Questo è rinnovare»

Vesna Tomsic, del Pd, originaria di Savogna d’Isonzo, è il nuovo assessore provinciale. Sostituisce Sara Vito, eletta in Consiglio regionale. Tomsic eredita dalla collega tutte le deleghe: bilancio e finanze, raccolta ed elaborazione dati, controllo di gestione; sviluppo dell’organizzazione del personale; promozione delle attività ricreative e sportive e affari internazionali.
Il presidente della Provincia Enrico Gherghetta aveva già deciso una settimana fa, ma Tomsic ha chiesto qualche giorno di riflessione prima di accettare. Gherghetta ha agito in autonomia, nel pieno delle prerogative proprie del presidente.
Va in questo senso anche la nota che Gherghetta ha diramato ieri in merito alle polemiche suscitate dalla sue nomine nel cda dell’Apt di Barbara Zilli e Sara Cumar. Ha detto Gherghetta: «Sull’Apt la politica stia al suo posto. Le nomine del cda, infatti, sono di rigorosa competenza, per legge, dell’assemblea dei soci, che all’unanimità si è già espressa. Respingo al mittente qualsiasi valutazione di ordine politico, in quanto tutte le persone nominate risultano oneste, competenti e serie. La scelta di due donne nel cda, giovani e competenti, si muove altresì nello spirito di rinnovamento che pervade il Paese e le reazioni inconsulte da vecchia politica mi confermano che quella è la strada giusta». Il presidente risponde così al vertice provvisorio del Pd provinciale che aveva espresso perplessità sulla vicenda. Nel frattempo prosegue la pausa di riflessione del presidente di Apt, Paolo Polli, il quale non trascura l’ipotesi delle dimissioni. Sul silenzio di Polli, Gherghetta è categorico: «Mi dispiace se si dovesse dimettere. Io non so nulla, non ha ritenuto di dirmi nulla. Come presidente della Provincia, che detiene il 51 per cento delle quote di Apt, credo che le cose sono chiare e tutti sanno a chi tocca decidere. Ma poi mi chiedo di cosa stiamo parlando. Anche nel mio partito parliamo e riparliamo di rinnovamento e poi alla prova dei fatti ecco i soliti schemi, le solite liturgie, i soliti meccanismi di difesa di quanto acquisito. Se gli altri non colgono la richiesta di drastico cambiamento provenire dalla società, allora il problema è loro, non mio. D’ora in poi io farò questo, lavorerò per il rinnovamento, per preparare e presentare facce nuove. Non possiamo più consentirci alibi, la gente è stanca del teatrino della vecchia politica. Io agisco così perché credo profondamente che è venuto il momento di cambiare. Basta con le stesse facce, i soliti equilibri da salvaguardare. Al termine del mio mandato di presidente io chiudo con la politica, è un impegno morale che ho preso con me stesso e con gli altri. Non mi vedrete mai candidato per qualche cosa o in un consiglio di amministrazione di qualche ente di secondo grado. Facciano anche gli altri queste scelte se davvero vogliono il rinnovamento della politica».
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