“Giallo” a Contovello, trovato uno scheletro

Uno scheletro umano è stato rinvenuto in una buca a circa 300 metri dalla strada che porta a Contovello. Secondo i primi accertamenti del medico legale Fulvio Costantinides le ossa complete di teschio apparterrebbero a un uomo la cui morte potrebbe risalire a oltre due anni fa. La prima ipotesi degli investigatori della Squadra mobile è che le ossa siano appartenute a una persona scomparsa. Ma questa teoria al momento non ha trovato alcun riscontro. Si pensa anche a una disgrazia accaduta forse a un uomo che vive da solo e senza parenti che abbiano potuto denunciarne la scomparsa. Ma anche a uno straniero finito chissà come e perché lungo il sentiero che da Contovello porta in direzione della costa.
C’è anche tra gli inquirenti chi ipotizza che quelle ossa possano essere i resti di un cadavere rubato in qualche cimitero e trasportato nella zona per effettuare riti satanici. Il motivo - inquietante - è che secondo la ricostruzione del medico legale il cadavere era stato inizialmente incastrato con una gamba contro un muro di contenimento ed era a testa in giù. Poi quando le carni si sono dissolte con la putrefazione, lo scheletro è caduto nella sottostante buca finendo tra un muro e il tronco di un albero. Insomma un vero e proprio mistero.
L’allarme è scattato l’altro pomeriggio. A chiamare la polizia è stata una donna che era andata, vista la bella giornata, a fare una passeggiata con il suo cane. L’animale ha raggiunto la buca dove c’erano le ossa e la padrona accorsa si è subito resa conto di quello che aveva davanti e ha chiamato il 113.
Ma per i poliziotti della volante del Commissariato di Opicina individuare il luogo del macabro rinvenimento non è stato semplice. Gli agenti hanno fermato la volante a circa metà del secondo curvone della strada che dalla Costiera porta a Contovello. Poi gli agenti con molta cautela sono scesi lungo una scala di cemento e quindi hanno percorso in discesa un impervio sentiero che scende in direzione del mare superando con piccoli tornanti i pastini e le profonde buche semicoperte dalle sterpaglie e dai rovi. E lì c’era la donna con il cane ad attenderli.
Dopo pochi minuti è stato chiamato il medico legale Fulvio Costantinides che accompagnato ha raggiunto la buca dove c’erano le ossa. Il coroner le ha esaminate attentamente ma non ha trovato alcun segno evidente di frattura. Questo ipoteticamente sta a indicare che l’uomo dello scheletro non sarebbe morto, per esempio, a causa di un proiettile oppure di un colpo sferrato con un sasso o un bastone. Le ossa, in pratica, sono intatte. Non hanno nè crepe nè appunto rotture. Il fatto, ritenuto inconsueto, è che sono apparse lucide. Ma nulla toglie che sia caduto a testa in giù, come il medico legale ha ricostruito dall’esame della posizione delle ossa stesse.
Ma c’è di più. Non lontano dalla buca dello scheletro sono stati trovati alcuni vecchi abiti. Si tratta di un paio di pantaloni di lana con un disegno che da un primo esame è sembrato essere a spina di pesce. Il colore, ora ingiallito, doveva essere grigio scuro. Sono poi stati trovati i resti di un maglione. Si ipotizza che all’epoca fosse stato di colore chiaro.
Ma chi è l’uomo trovato? A chi appartiene lo scheletro? Le indagini coordinate dal pm Maddalena Chergia non sono facili. Nelle prossime ore il magistrato disporrà tutti gli accertamenti tecnici per risalire con sufficiente attendibilità al periodo della morte. Probabilmente anche quello della datazione per mezzo di isotopi radioattivi. Contemporaneamente gli investigatori della Squadra mobile sono stati attivati per esaminare le denunce di scomparsa degli ultimi anni. Sia quelle presentate alla polizia che ai carabinieri.
Ma è chiaro che bisognerà dare anche altre spiegazioni. Per esempio quella sull’età presunta della vittima. Se si tratta di un anziano bisognerà anche capire come abbia potuto avventurarsi lungo un sentiero impervio. E poi perché. E non sarà neanche trascurata l’ultima inquietante ipotesi. Che quel povero corpo sia stato preso da una bara e poi portato lì da qualcuno. Forse per celebrare un rito satanico.
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