Gianni Visintin, un campione «capace di illuminare tutto»

Toccante lettera dei nipoti del operatore di IsAmbiente deceduto sull’ex 56 Bis: «La vita è una gara di enduro e tu sei arrivato anche questa volta al traguardo» 



. Non si è ancora esaurita l’ondata di dolore e commozione seguita all’ultimo saluto, celebrato sabato nella chiesa di San Valeriano a Gradisca, a Gianni Visintin, l’operatore di Isontina Ambiente tragicamente strappato alla vita a soli 55 anni da un tragico incidente sulle strade dell’Isontino. Ricordando l’affetto dimostrato dai tanti che hanno partecipato al funerale riempiendo la chiesa gradiscana, i nipoti dell’uomo ieri hanno fatto pervenire alla redazione uno struggente saluto.

«Caro zio - si legge -, la chiesa gremita di persone ha già fatto capire il segno che hai lasciato: quello di un uomo buono, sempre sorridente ma soprattutto semplice. La semplicità unica che ti rendeva felice delle piccole cose... raccontavi della tua amata moto, della vostra casa, con gli occhi che brillavano come quelli di un bambino. Il 10 dicembre 2009 la vita ti ha regalato un nuovo inizio e lo hai preso al volo, lo hai goduto e ti sei meritato tutto quello che hai raggiunto. Hai dimostrato che la vita non ha età, che in qualsiasi momento si può cominciare da zero e costruire con l’impegno e con poco. A 50 anni hai vinto il Campionato Triveneto, la tua più grande passione ed il tuo “K” fuori dalla chiesa ha rombato per te. A pensarci la vita sembra proprio una gara di enduro, fatta di curve, salti, discese e controlli orari, una cosa è certa, zio, tu sei arrivato anche questa volta al tuo traguardo. L’hai vinta, hai raggiunto i risultati che volevi. Purtroppo non li hai potuti godere, ma la tabella rossa è sempre tua zio. Hai lasciato il tuo autografo indelebile nei nostri cuori, ma non gasarti che “quello che ti consegna” può esser che lo trovi anche lassù. Ora accelera libero zio, raggiungi il nostro mitico nonno Gigi e da lassù insegnaci a prendere la vita sempre a manetta ricordandoci che la strada è di tutti e di nessuno. Ti vogliamo bene zio».

La lettera si conclude con un ringraziamento. I nipoti rivolgono un «grazie infinito» a tutte le persone che hanno salutato per l’ultima volta «il mitico zio che abbiamo avuto l’onore di avere».

Altrettanto toccanti, ma molto più intime e personali le parole contenute nella lettera della compagna del 55enne che ricorda Visintin come gioia e pura energia. Scrive Debora in un passaggio: «Brillavi di una luce tutta tua che illuminava tutto ciò che gli stava accanto» e ancora poco dopo aggiunge, ricordando i successi ottenuti con la moto, «Hai affrontato la vita sempre con un sorriso da campione». —



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