Giorgi apre la “Casa dei giusti” in via Carducci

Gli “ingiusti” non avranno accesso. Martedì sera, nel giorno di San Giusto, è stata inaugurata a Trieste , in via Carducci 35, “La casa dei Giusti”, un punto di ritrovo settimanale (il martedì, per...

Gli “ingiusti” non avranno accesso. Martedì sera, nel giorno di San Giusto, è stata inaugurata a Trieste , in via Carducci 35, “La casa dei Giusti”, un punto di ritrovo settimanale (il martedì, per ora) dove associazioni e persone, che prestano il proprio impegno in città, potranno avere un punto di incontro e di scambio di idee. A promuovere ed organizzare questo punto di ritrovo è Lorenzo Giorgi, consigliere comunale del Pdl. Al primo appuntamento si sono presentati un centinaio di “giusti”.

Numero onestamente inaspettato, di questi tempi. «È vero - spiega Giorgi - oggi usiamo tutti i social network e la virtualità per fare politica, per fare comunicazione, per fare un po’ tutte le attività. Ma, specialmente in una città come Trieste, c’è bisogno e necessità di quello che è il contatto umano, lo scambio di idee, in prima persona, i rapporti personali che sempre di più mancano facendo lievitare quella mancanza di fiducia, non solo verso la politica ma verso gli altri, che oggi purtroppo impera». Di qui l’apertura della “Casa dei Giusti”. «Giusti perché siamo a Trieste ed è giusto ricordare il santo patrono - spiega Giorgi -. Giusti perché tutte le persone che fanno attività in città, che sia associazionismo, volontariato, politica o sport, fanno una cosa giusta verso gli altri, giusti perché è importante dare punti di riferimento reali per potersi incontrare e scambiare idee ed esperienze personali senza nascondersi dietro lo schermo di uno smartphone. La “Casa dei Giusti” è aperta tutti: a tutte quelle associazioni che hanno necessità di avere un punto di riferimento in città, a tutte le persone che intendono portare la propria esperienza a favore degli altri, a tutti quelli che vogliono semplicemente partecipare». Giorgi, che ha iniziato il suo percorso politico negli ultimi anni di vita della storica Lista per Trieste (1992), vorrebbe ricollegare a quell’esperienza politico autonomista: «Puntiamo a far rivivere quella storica “Casa del popolo”, ma dei moderati, che la sede del Melone era divenuta in città - spiega -. A prescindere da qualsiasi ideologia, questo pare sicuramente un risultato importante per il bene di tutta la città».

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