Addio al giornalista Franco Femia punto di riferimento per tutto l’Isontino

Venerdì avrebbe compiuto 76 anni e per oltre trenta aveva lavorato al Piccolo. L’ultima sua fatica è stata il libro su Massimiliano I, pubblicato qualche settimana fa

Marco Silvestri
Franco Femia
Franco Femia

Ci sono persone che restano anche quando se ne vanno. Franco Femia, giornalista, scrittore, per tanti anni colonna portante del Piccolo di Gorizia, era una di queste.

È morto il giorno prima di compiere 76 anni e quasi tutti li ha passati a scrivere e a raccontare. Cormons perde così un pezzo della propria storia, una persona speciale, di quelle che a tutti gli effetti sono personaggi popolari all’interno di una comunità. E, a farsi portavoce di un vero e proprio dolore collettivo è il sindaco Roberto Felcaro.

Franco era nato il 16 gennaio 1950 a Udine. Trascorre l’infanzia tra Udine e Cormons frequentando il liceo scientifico Marinelli.

Inizia la sua attività giornalistica collaborando negli anni Settanta con “Voce Isontina”, guidata allora da don Maffeo Zambonardi e successivamente da don Renzo Boscarol con cui instaura un grande rapporto di amicizia.

Allo stesso tempo inizia a collaborare con la redazione di Gorizia del Messaggero Veneto. Con passione si mette a servizio della comunità parrocchiale di Cormons con il Gruppo giovani e nella Pro Loco, di cui diventa anche presidente.

Nel maggio 1981 viene assunto dal Piccolo ed è qui che spende l’intera carriera giornalistica fino al pensionamento nel gennaio del 2015.

Negli anni diventa vice capo servizio e segue la cronaca locale con un’attenzione particolare al territorio della destra Isonzo, ma si occupa anche di cronaca giudiziaria. Consapevole che le notizie vanno cercate, seguite e approfondite, fa del rapporto con le persone la propria bussola giornalistica.

«Abbiamo lavorato insieme per tanti anni – ricorda Tonino Barba, storico collega di Franco – e nel suo lavoro era bravo in tutto quello di cui si occupava. Era un’ottima persona con un carattere speciale. Sempre ottimista, allegro, positivo nella vita e capace di relazionarsi con tutti. In pochi giorni, ho perso due amici: immediatamente prima di lui è infatti mancato Emilio Danelon, a lungo collaboratore del quotidiano».

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Emilio Danelon

Femia ha scritto un po’ di tutto per tutti e ha accompagnato mezzo secolo di giornalismo, formandosi in un periodo ancora pionieristico in cui gli articoli venivano battuti a macchina, si dettavano per telefono o si consegnavano a Trieste, utilizzando il treno. Dove senza internet o smartphone le storie le raccontava incontrando le persone e coltivando i rapporti autentici con il territorio.

Una volta in pensione, Franco ha continuato a scrivere collaborando settimanalmente con Voce Isontina e dedicandosi poi anche alla storia locale.

Insieme a Giovanni Panzera per l’associazione “Cormonese-Austria” pubblica numerosi libri frutto della meticolosa ricerca storica negli archivi locali e nazionali.

Il suo interesse era rivolto al territorio, alla storia delle istituzioni religiose ma anche alla storia locale in tutti i suoi aspetti.

L’ultima sua fatica è stata il libro su Massimiliano I, pubblicato qualche settimana fa.

Ogni persona che attraversa la nostra vita la arricchisce lasciando un pezzetto di sé e per Giovanni Panzera, l’amico Franco ha rappresentato proprio questo. «Per me era come un fratello, andavamo insieme alle scuole superiori a Udine. È una grande perdita per Cormons. Aveva in mente di scrivere un nuovo libro su Rosa Mistica. Ora porterò a termine il suo lavoro».

Per il resto, la vita di Franco, visceralmente tifoso dell’Inter, è stata soprattutto dedicata alla famiglia. Lascia la moglie Antonella, i figli Andrea, Lorenzo, Federica e Davide, la mamma Lucia, i fratelli Claudio e Mariagrazia e quattro nipoti.

I suoi funerali si svolgeranno lunedì alle 14.30 nel Duomo di Sant’Adalberto a Cormons. —

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