GIRO DI VITE NECESSARIO

A voler cercare un difetto, che non c’è, è troppa la buona carne al fuoco. Non c’è una sola delle nuove leggi sulla sicurezza che non risponda sempre al criterio dell’utile, spesso del necessario, sovente dell’invocato e infine del giusto. Utile, necessario, invocato e giusto che il falso in bilancio torni ad essere reato. Non si comprendeva, o meglio si comprendeva troppo bene, perchè l’imbroglio finanziario fosse depenalizzato.


Stessi requisiti per l’allungamento dei tempi di prescrizione, cioè quelli oltre i quali i processi evaporano e non si fanno più. È tanto lenta la giustizia italiana e tanto abili sono gli avvocati a tirarla in lungo che era diventata pratica di massa difendersi "dal" processo e non "nel" processo. Giusto e pure tutto il resto rendere eccezionale e non automatica la libertà di fatto per ubriachi assassini al volante, ladri di appartamento, spacciatori in grande, rapinatori, stupratori, seduttori di bambini in internet, incendiari nei boschi, trafficanti di rifiuti e sostanze nocive. Giusto bloccare lo sconto di pena insito nel patteggiamento. Giusto anche comminare galera ai grossisti della contraffazione di marchi e merci, è truffa e furto insieme. Giusto elevare a reato davvero perseguibile lo sfruttamento di minori per l’accattonaggio e saggio dare ai prefetti la possibilità di espellere cittadini comunitari pericolosi per l’ordine pubblico.


Dunque, almeno su questo fronte, sulla sicurezza, il governo ha dato prova di attenta vitalità. Ha, come oggi piace dire, concretamente "risposto al paese". E le tre astensioni di altrettanti ministri della sinistra rispondono invece solo ad un criterio di bandiera ideologica, quella per cui i reati cosiddetti "sociali" escludono la responsabilità individuale, insomma dovrebbero essere reati senza pena.


Però, a voler cercare un difetto che c’è, le nuove leggi sulla sicurezza non sono leggi che scattano da oggi e neanche da domani. Sono disegni di legge che si avviano nella terra incerta del Parlamento. Legittima è dunque la domanda se una maggioranza fragile e risicata, forse addirittura a tempo, ce la farà a farle diventare leggi davvero. E reale è il rischio dell’effetto-annuncio, comunicare al paese che tutto questo sarà e poi regalare la delusione delle buone intenzioni mancate. Su questo molto insiste l’opposizione. Però il centrodestra sarebbe più credibile e in buona fede se avesse accompagnato alla critica l’impegno pubblico e formale a votare eventuali decreti e comunque a sostenere i disegni di legge.


Si vedrà presto se per l’opposizione conta la legge o la targa che porta, se lavora per la sicurezza o per la sceneggiata. Le nuove leggi contro la contraffazione, il caporalato e per i tabaccai (carta di credito e non contanti in negozio) sono in finanziaria. Voterà il centro destra questi tre emendamenti? O riproporrà il vizio molesto per cui leggi buone per tutti buone non sono se le fa il governo degli altri?

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