Giulio Bonivento, un medico con la Serracchiani

MUGGIA. Ritenta, sarai più fortunato. L’unica sala da gioco muggesana, sita proprio nel cuore del centro storico e a due passi dalla Portizza medievale, ha chiuso i battenti circa un mese fa. Le slot machine, a Muggia, non hanno sfondato. Un tempo negozio di abbigliamento, il locale aveva mutato pelle poco più di un anno fa, ma i proprietari erano rimasti i medesimi. Ora questi hanno passato la mano, e la serranda è tuttora abbassata. Eppure, pare che l’attività sia destinata a prolungarsi nonostante il cambio di gestione. Avanti col mini-casinò, malgrado lo scarso successo riscosso nella cittadina istroveneta.
Il caso era balzato agli onori delle cronache un anno e mezzo fa, quando numerosi rappresentanti di aziende interessate a installare slot machine o ad aprire nuovi locali adibiti al gioco avevano svolto insistenti “sondaggi” con i commercianti locali. L’allarme era stato lanciato dall’associazione Impronta Muggia: quattro o cinque nuove sale erano in procinto di aprire in pieno centro, con conseguenze gravi soprattutto sui ragazzi più sensibili all’attrattiva dell’azzardo. Il sindaco Nerio Nesladek era corso ai ripari, dapprima indicendo un’assemblea pubblica per decidere il da farsi e poi varando un regolamento, approvato dal Consiglio comunale nel marzo 2012, allo scopo di tutelare le fasce più a rischio – soprattutto minori e anziani – prevenendo le patologie correlate al gioco compulsivo. Il punto nevralgico: niente licenze a eventuali sale da gioco entro 500 metri dalle scuole, dagli impianti sportivi, dalle parrocchie e da altri centri di aggregazione. Il provvedimento ha indubbiamente frenato la proliferazione dei piccoli casinò, tanto che dopo la levata di scudi ne è stato aperto uno soltanto (quello che a breve avrà nuovi gestori), nonostante le slot siano disseminate in gran quantità tra bar e pizzerie.Insomma, Muggia ha scongiurato l’invasione e l’unica attività analoga non è stata molto fortunata. L’assessore comunale al commercio, Stefano Decolle, commenta: «Nonostante si vociferi da più di un anno di possibili ulteriori aperture, sinora non se ne sono viste: questa è la dimostrazione che il regolamento del nostro Comune sta funzionando a dovere». A non funzionare, piuttosto, è il gioco d’azzardo: «Evidentemente i nostri cittadini preferiscono altre forme di aggregazione e svago, speriamo che la corsa a questo tipo di esercizi commerciali si allontani sempre più da Muggia».
Davide Ciullo
Riproduzione riservata © Il Piccolo








