Giurissa: «Cisint attacca il Pd risponda invece all’appello»

«Il Partito democratico è pronto a querelare chi ci accosta ai fatti di Bibbiano. Il sindaco pensi invece ai bimbi in lista d’attesa  esclusi dalla scuola» 

Lucia Giurissa, capogruppo Pd, replica al sindaco Cisint sul caso del manifesto pro Regeni. «Sul cancello d’ingresso dell’ex pretura, sede temporanea del Consiglio comunale durante i lavori di restauro del Municipio, ci sono due cartelli plastificati: uno è giallo e scolorito dal sole, l’altro invece ha tre brillanti segni rossi di divieto. Il primo rappresenta l’adesione di Monfalcone alla campagna internazionale di Amnesty International Verità per Giulio Regeni. Il secondo invece esemplifica il divieto di rendere difficoltoso il riconoscimento del volto nei luoghi pubblici; si tratta di una norma della fine degli anni Settanta ma così tanto cara alla Lega Nord che la giunta in carica, da dicembre scorso, ha tappezzato tutta la città di questi cartelli vantandosene come grande atto di civiltà. L’accostamento di questi due cartelli fa già riflettere sullo spessore di alcune dichiarazioni pubbliche del sindaco Cisint. In aula consigliare poco più di un anno fa la Lega ha negato il voto ad una mozione di sostegno del presidente della Camera Fico per il suo attivismo sulla questione Regeni, eppure non ha tolto il cartello dal portone dell’ex pretura. Cisint difende a spada tratta la scelta del presidente Fedriga. Attacca il Pd invece di rispondere concretamente ad una legittima raccolta di firme, collegando l'identità del Pd alle vicende drammatiche relative all'inchiesta sui minori che coinvolge il comune di Bibbiano. Il Pd nazionale ha denunciato a più riprese la gravità dei fatti, ma è fin troppo ovvio che, qualsiasi sia l'esito dell'indagine rispetto alle responsabilità di un sindaco accusato di abuso d'ufficio, accostare a fatti gravissimi l'identità del Pd è un atto irresponsabile e falso. Il Pd è pronto a querelare. Il sindaco Cisint farebbe molto meglio a rispondere delle proprie contraddizioni e a prendersi la responsabilità dei bambini che a Monfalcone sono ancora in lista di attesa e non possono andare a scuola».

Sul fronte opposto la posizione di Federico Razzini, della Lega Nord: «Lo striscione per Regeni? Ogni cosa ha il suo tempo, dopo diventa squallida strumentalizzazione. Non credo faccia onore alla memoria del ragazzo e che non serva a raggiungere la verità. Però se i colleghi della sinistra ci stanno io vado con loro ad affiggerlo fuori dalla sede di quel dipartimento universitario britannico che faceva svolgere pericolose attività spionistiche ai suoi studenti. Per il Comune di Monfalcone chiederò al sindaco Cisint con un questione time di affiggere invece uno striscione per chiedere la verità sui bambini di Bibbiano e chiederò che lo striscione sia pagato con i soldi del nostro gettone non con quelli di varie ong». —



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