Gli angoli nascosti dell'artigianato che resiste a Trieste

Sono giovani ma non per forza, raffinati e pieni di entusiasmo. Sono gli artigiani nostrani che lavorano quasi di nascosto in qualche angolo della città, apparentemente poco visibile, ma in realtà molto più vicino di quello che si pensi. La batteria di quelli che sono a tutti gli effetti degli imprenditori che lavorano con le proprie mani i prodotti che vendono, ha aperto le proprie botteghe al pubblico per raccontare che cosa crea ogni giorno per noi: qualcosa di "unico", che può riportare anche qualche difetto, proprio perché dietro ogni oggetto non c'è una macchina che lavora, bensì una persona. Insomma, per testimoniare che in via Diaz, in via san Michele e altre zone di Cittavecchia l'artigianato resiste. Si trovano vestiti su misura, mobili d'arredo, accessori, gioielli, "mostriciattoli" ma anche liquori.Come Marco Trevisan che in via delle Monache crea delle borse...e che borse! La collezione ora in lavorazione "è ispirata all'interior design anni '50 e '60", racconta lo stesso Trevisan al nostro Giorgio Giustizieri, che è andato a curiosare anche da: Ambasceria Cult, Annalisa Metus, Atelier di Cristiana Falcoz, Blu di Prussia, C'eraunavoltaLAB, Combiné, Dezen Dezen, Fontana Luce Light Lab, Maison Dressage, Marco Trevisan - Workshop, Piolo&Max, Rosso di Ferro, Sartag e Vud.

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