Gli avvocati protestano, Foro Ulpiano si ferma

Camere penali contro l’elezione di domicilio degli indagati negli studi dei difensori d’ufficio
Una toga abbandonata oggi nell'aula bunker del carcere di Rebibbia, vuota per lo sciopero dei magistrati. ''Mi auguro una ripresa della trattativa e un modo piu' moderato di reagire rispetto a una manovra che non riguarda solo i magistrati''. Lo ha detto il vicepresidente del Csm Nicola Mancino parlando dello sciopero dei magistrati contro la manovra economica del governo. Secondo Mancino ''la cosa migliore e' ripristinare le regole del dialogo a partire dal Guardasigilli''. Secondo il vicepresidente del Csm inoltre ''autonomia e indipendenza della magistratura non dipendono dai livelli di remunerazione''. ANSA / CLAUDIO PERI
Una toga abbandonata oggi nell'aula bunker del carcere di Rebibbia, vuota per lo sciopero dei magistrati. ''Mi auguro una ripresa della trattativa e un modo piu' moderato di reagire rispetto a una manovra che non riguarda solo i magistrati''. Lo ha detto il vicepresidente del Csm Nicola Mancino parlando dello sciopero dei magistrati contro la manovra economica del governo. Secondo Mancino ''la cosa migliore e' ripristinare le regole del dialogo a partire dal Guardasigilli''. Secondo il vicepresidente del Csm inoltre ''autonomia e indipendenza della magistratura non dipendono dai livelli di remunerazione''. ANSA / CLAUDIO PERI

Lunedì e martedì nessun processo o altra udienza in Tribunale. L’astensione è stata proclamata dal Consiglio direttivo delle Camere penali. «Gli avvocati - si legge in una nota del Consiglio direttivo - intendono protestare contro la prassi sempre più frequente da parte della polizia giudiziaria di far eleggere agli indagati il domicilio presso gli stessi studi dei legali d’ufficio. Il cittadino indagato perde così il diritto a ricevere tutti i successivi atti del procedimento a suo carico, con il rischio di venir condannato, a sua insaputa, in contumacia». All’iniziativa ha aderito l’Unione delle Camere penali italiane evidenziando in una delibera votata per l’occasione che «l’istituto della difesa d’ufficio, in attesa di un’adeguata riforma, risulta già di per sé afflitto da evidenti criticità che non consentono di assicurare al cittadino una difesa piena ed effettiva, ed a maggior ragione non può essere gravato da oneri di ricerca peraltro il più delle volte fuori dalla portata dei mezzi di cui il difensore d’ufficio dispone».

Nell’occasione della protesta degli avvocati triestini il presidente, l’avvocato Andrea Frassini, punta l’attenzione alle tre proposte di legge sulla legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri, sull’introduzione del reato di tortura nel Codice penale, sulle modifiche alla legge sulle droghe.

Temi questi già in parte trattati in occasione del congresso delle Camere penali che si è tenuto a Trieste nello scorso mese di settembre e soprattutto al centro del dibattito istituzionale e giudiziario. (c.b.)

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