GLI OPERAI E L’ERRORE

La vicenda della richiesta della giunta regionale, su proposta del presidente Illy, ad Autovie di denunciare i lavoratori metalmeccanici che hanno manifestato sull'autostrada è stata ampiamente commentata ed univocamente criticata a cominciare dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.Essa è stata intempestiva (due giorni dopo si è firmato il contratto), inopportuna, grave, ingiusta. Se ne è accorta la stessa giunta regionale.


Infatti, la decisione finale pare essere quella di lasciare autonomia di decisione ad Autovie. Nell'economia della vertenza l'episodio contestato è stato un ritardo di un paio d'ore causato da lavoratori esasperati da una posizione di chiusura della controparte datoriale ingiustificata quando tutti dichiarano che le retribuzioni dei lavoratori sono basse e vanno alzate, prima di tutto sottoscrivendo i contratti. È stato detto, anche da me, che si erano usati due pesi e due misure verso i meccanici rispetto ad altre vertenze ben più dure e dannose per i cittadini, quali quella degli autotrasportatori, rispetto alla quale Illy e la sua Giunta erano stati zitti. Ma questa vicenda del confronto tra le forme di lotta usate nelle varie vertenze va ulteriormente approfondita.


La vertenza degli autotrasportatori -una serrata dei datori di lavoro, non uno sciopero dei lavoratori- è stata di qualche mese fa. Tutti hanno visto cosa è successo: strade ed autostrade bloccate per giorni, che hanno causato danni diretti (blocco della circolazione) e danni indiretti (penuria di carburanti e di beni di prima necessità, forte aumento dei prezzi di questi beni e del costo della vita a danno dei consumatori, in primis lavoratori e pensionati). Era chiaro a tutti che il blocco era illegale. Ma il Governo ha legittimato la protesta - e le relative forme di lotta - ha trattato con le loro organizzazioni ed ha raggiunto un accordo. Solo in seguito all'accordo il blocco è stato superato. Le organizzazioni degli autotrasportatori hanno vinto. Quale segnale si è dato, in questa vicenda, all'opinione pubblica e, conseguentemente, alle altre vertenze aperte? Che si possono attuare forme di lotta estreme; la controparte pubblica farà finta di non vederle (salvo qualche protesta rituale) e, se si tiene duro, si può vincere. Insomma si possono attuare forme di lotta pesanti ed illegali e si ottengono i risultati voluti.


Rispetto a questa conclusione, certamente gravi sono le responsabilità del Governo. Ma la Giunta regionale cosa ha detto, allora, visto che i blocchi si sono avuti anche da noi? Nulla. E' eccessivo sostenere che molti hanno capito che la Giunta non dissentiva sul comportamento dei protagonisti e che comprendeva le difficoltà del Governo ad agire diversamente? Della serie: chi tace, acconsente? Ora: i meccanici hanno procurato disagi di ben minore dimensione e senza camion. E' ragionevole pensare che si aspettassero almeno analoga comprensione se non sostegno? Ma è chiaro che il problema delle forme di lotta e dei risultati delle vertenze con forme di lotta illegali rimane.


Oltre agli autotrasportatori, analoghe vicende si sono avute con i taxisti a Roma (ed anche lì hanno vinto) e con i blocchi delle discariche in Campania (dove, finora, chi blocca, brucia cassonetti, ecc. non mi pare in grande difficoltà). Noi siamo per il rispetto della legalità e contrari a tutte le forme di lotta illegali e che danneggiano e tengono in ostaggio i cittadini che non c'entrano con le vertenze. Ma chi altro, concretamente, è su questa linea e la fa rispettare effettivamente? In prima fila devono esserlo le Istituzioni a tutti i livelli, con una linea di coerenza e di proporzione alla gravità dei fatti. In questo caso non è successo. Inoltre, sul rispetto della legalità dovrebbe esserci una convergenza forte tra gli schieramenti politici e non, come nella vicenda degli autotrasportatori, un Governo incoerente ed esponenti dell'opposizione che capeggiano queste forme di lotta. Tra pochi mesi inizia la campagna elettorale regionale e, probabilmente, anche quella nazionale. Non è nostro compito dire come voteranno i lavoratori, sceglieranno loro. Ma il tema di come far rispettare la legalità nei conflitti di lavoro è tutt'altro che risolto e, mi auguro, venga discusso e trattato. Magari assisteremo, auspicabilmente, a precisazioni e rettifiche ed a qualche autocritica.


Paolo Moro

segretario generale Cisl Fvg

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