Gli scacchi entrano nell’aula accademica In 40 appassionati a sfidarsi ai tavoli

Notevole successo per l’iniziativa ideata dalla lista Studenti in movimento e dal Cus 
G.b.

la curiosità

Complici il successo della serie “La regina degli scacchi” e la modalità online, che ha permesso di giocare anche nei periodi di lockdown, lo sport delle 64 caselle negli ultimi due anni ha registrato un boom di appassionati. E ieri è entrato ufficialmente in un’aula dell’Università di Trieste: la lista Studenti in Movimento, con il suo rappresentante al Cus Enrico Galante, ha organizzato un torneo di scacchi aperto a tutti.

La risposta è stata sorprendente: dopo solo un giorno dalla pubblicazione del post Instagram che comunicava l’apertura delle iscrizioni i 40 posti disponibili erano già esauriti e più di 120 persone avevano scritto chiedendo informazioni. «Ho iniziato a giocare a scacchi da bambino e ho continuato anche negli anni del liceo – racconta Galante –, partecipando ai campionati scolastici regionali e nazionali. Per portare questa disciplina all’università ho pensato di organizzare questo torneo, in collaborazione con il Laboratorio scacchi di via Fabio Severo, che ci ha aiutato nella messa a punto del regolamento e nel reperimento del materiale necessario e degli arbitri. Quest’iniziativa vuol essere soltanto l’inizio, perché nel prossimo futuro, tra le attività offerte dal Cus, rientrerà anche un corso dedicato agli scacchi».

Il torneo, organizzato in collaborazione con UniTs, è stato intitolato a Diego Cherin, noto maestro di scacchi e componente della segreteria didattica del dipartimento di Ingegneria e architettura, venuto a mancare l’anno scorso. L’ha ricordato anche il rettore, che poco prima dell’inizio della competizione ha portato i propri saluti ai partecipanti: «È una soddisfazione vedere tanti ragazzi entusiasti cimentarsi in sicurezza in un evento non scontato, visto il periodo. E fa piacere che gli organizzatori abbiano voluto rendere omaggio a un grande scacchista del nostro ateneo», ha detto Roberto Di Lenarda.

Anche Giulia Tonel, presidente del Laboratorio scacchi, ha voluto ricordare Cherin, «grande amico e forte scacchista: sarebbe stato orgoglioso di vedere tanti ragazzi riuniti davanti alle scacchiere». Il Fvg, evidenzia Tonel, è la regione che conta il maggior numero di iscritti ai circoli scacchistici a livello nazionale. Le donne, però, nonostante la fama de “La regina degli scacchi”, sono ancora in netta minoranza. Anche ieri le ragazze erano pochissime, ma tra i ragazzi il mix era molto interessante: studenti di diverse età, provenienza e corsi di studio, tutti accomunati da una smodata passione per gli scacchi. Martino, al primo anno di Fisica, ha iniziato a giocare a 7 anni: «Mi affascina la bellezza del ragionamento, la tattica». Matteo, al terzo anno di Infermieristica, ha imparato dal nonno e adora questo gioco «perché sembra tranquillo, ma in realtà è una guerra senza esclusione di colpi. E se sbagli è inutile tirare in ballo la sfortuna, perché è soltanto colpa tua». A vincere il torneo è stato Elia Riccobon, secondo Matej Gruden e terzo Enrico Genzo. Il premio speciale per il miglior giocatore sotto i 1.300 punti è andato a Luca Fiorino. —G.B.

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