Gli scrittori isontini nell’antologia di Tomada

Ricchezza culturale associata a una complessità territoriale, sociale e linguistica. E’ il quadro che emerge dallo studio di Francesco Tomada, che attraverso il suo volume “Gorizia. Antologia dei...
Bonaventura Monfalcone-28.03.2013 Giovedì del libro-Gorizia, antologia dei grandi scrittori-Biblioteca-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-28.03.2013 Giovedì del libro-Gorizia, antologia dei grandi scrittori-Biblioteca-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Ricchezza culturale associata a una complessità territoriale, sociale e linguistica. E’ il quadro che emerge dallo studio di Francesco Tomada, che attraverso il suo volume “Gorizia. Antologia dei grandi scrittori” racconta quanto la provincia di Gorizia, nel suo insieme, può essere orgogliosa dei suoi autori, che nel corso dei decenni hanno saputo raccontarla, in prosa e in versi, con sentimento, efficacia e, il più delle volte, impegno sociale. Un libro di impatto, quello di Tomada, edito dalla Biblioteca dell’Immagine e presentato nel terzo appuntamento de “Il Giovedì del libro” nel colloquio dell’autore con Roberto Covaz, responsabile della redazione Gorizia-Monfalcone de Il Piccolo. «In realtà non è un’antologia in senso stretto – ha detto Tomada – è piuttosto un attraversamento dei luoghi della storia, un luogo è raccontato da autori diversi. Mi sono incuriosito ed emozionato scoprendo un percorso, un filo conduttore territoriale e storico che lega tutti questi autori, e allo stesso tempo la grande attività culturale nel monfalconese, in particolare grazie al lavoro delle associazioni e al fermento nelle frazioni del mandamento». Nella discussione in sala hanno avuto grande spazio gli autori monfalconesi, da Domini a Sambo, da Cumpeta (il professore, presente in sala, ha letto alcune sue poesie inserite nell’Antologia) a Nordio Zorzenon. «L’autore che mi ha sorpreso di più – il pensiero di Tomada su Zorzenon – il suo “La tuta gialla” è una tappa imprescindibile del percorso citato. E’ l’unico romanzo sulla vita in cantiere, capace di raccontare come le tensioni del periodo della Resistenza influenzarono negli anni i rapporti aziendali, in particolare le dinamiche sindacali». Dal volume emerge chiara la diversità delle due realtà, la “dotta” Gorizia e l’ “operaia” Monfalcone, con Tomada capace di trovare il giusto equilibrio. “Monfalcone ha sempre sofferto un gap culturale nei confronti di Gorizia – ha sottolineato Roberto Covaz – ma questo libro aiuta a colmarlo perché illustra quanta osmosi di ricchezza culturale sia avvenuta negli anni tra i due territori”. Impreziosisce il volume un inedito di Biagio Marin, un testo in prosa, e in italiano, che esprime la sua visione di Grado nell’ultimo periodo della sua produzione.

Michele Neri

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