«Gli studi umanistici aprono l’orizzonte»

Non ha dubbi Cristina Benussi, ex preside della facoltà di Lettere e oggi professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea: gli studi classici sono «molto formativi e preparano ad...

Non ha dubbi Cristina Benussi, ex preside della facoltà di Lettere e oggi professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea: gli studi classici sono «molto formativi e preparano ad affrontare qualsiasi tipo di materia, anche scientifica e linguistica. Fanno riflettere sull’uso, il senso e la destinazione, sono delle scelte che rimettono l’etica e l’uomo al centro di un discorso». Ma non solo. «Abituano a essere precisi e ad affrontare discorsi meramente non utilitaristici ma ad ampio spettro sociale. Io - afferma - sono assolutamente contenta che ci sia questo trend e spero continui». Per chi snobba invece le materie umanistiche e i licei, Benussi ha la risposta pronta. «È vero che va bene qualsiasi tipo di scuola, l’istituto tecnico prepara al lavoro però il liceo classico aiuta a sviluppare pure elementi scientifici e logici, anche se bisogna applicarsi ovviamente. Questo non vuol dire appunto che un tecnico non sia utile, ma il mio cuore batte per il liceo».

Il forte richiamo verso la teoria che riporta alla letteratura e alla storia si riscontra anche all'università, magari modificato rispetto alle esigenze del Duemila. «Filologie, filosofie, storie e letterature sono materie che piacciono ma vanno sicuramente trattate in maniera nuova rispetto al passato per le esigenze cui ci troviamo a far fronte - spiega infatti -, ma anche per la preparazione molto diversa degli studenti d’oggi». (b.m.)

Riproduzione riservata © Il Piccolo